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Il piacere dell'annientamento. Cesare Pavese, i «Dialoghi con Leucò» e il mito classico

Il piacere dell'annientamento. Cesare Pavese, i «Dialoghi con Leucò» e il mito classico | Libros antiguos y modernos | Salvatore Renna

Libros antiguos y modernos
Salvatore Renna
Quodlibet, 2026
23,75 € 25,00 €
(Macerata, Italia)

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Detalles

  • Año de publicación
  • 2026
  • ISBN
  • 9788822924940
  • Autor
  • Salvatore Renna
  • Páginas
  • 316
  • Serial
  • Quodlibet studio. Lettere
  • Editores
  • Quodlibet
  • Formato
  • 139×212×29
  • Materia
  • Pavese, Cesare, Studi letterari: 1900–2000 ca., Studi letterari: narrativa, romanzieri e scrittori di prosa, Italiano
  • Conservación
  • Nuevo
  • Idiomas
  • Italiano
  • Encuadernación
  • Tapa blanda
  • Condiciones
  • Nuevo

Descripción

«Libro eretico e caro al mio cuore»: così Cesare Pavese definiva i Dialoghi con Leucò, ventisette brevi dialoghi fra dèi ed eroi del mito classico, pubblicati nel 1947. Nella loro elaborazione convergono infatti alcune delle tensioni decisive del suo percorso: il fascino precoce e mai interrotto per le storie dell’antichità, lette e rilette fin dagli anni del liceo; il confronto serrato con l’antropologia del mito, da Frazer a Kerényi fino a Paula Philippson, mediato anche attraverso il lavoro editoriale per la Collana Viola di Einaudi; e soprattutto una concezione del mito come linguaggio originario, non riducibile a semplice repertorio narrativo, bensì inteso come forma primigenia di conoscenza, capace di toccare ciò che nell’essere umano precede la storia e continua a interrogarla. Muovendo dalle più recenti prospettive della classical reception e della critica tematica, questo saggio restituisce al mito antico la sua piena centralità nell’opera di Pavese e ricostruisce le strategie attraverso cui il materiale classico viene adattato, trasformato, piegato a una nuova necessità espressiva. Posti in controluce rispetto a Esiodo, Omero e Ovidio, e insieme alle più significative riscritture mitiche della modernità, i Dialoghi con Leucò risaltano così in tutta la loro densità formale e concettuale. L’interpretazione proposta consente inoltre di collocare Pavese entro quel modernismo che è tornato ossessivamente alle trame del mito come luogo di verità, e di annoverarlo, seguendo Nietzsche e Szondi, tra quei poeti che hanno saputo dare voce al volto più tragico e non conciliato dell’esperienza umana.

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