La rana e lo scorpione: ripensare il Sud per non essere né emigranti né briganti
La rana e lo scorpione: ripensare il Sud per non essere né emigranti né briganti | Libros antiguos y modernos | Pietro Massimo Busetta, Massimo Villone, Gaetano Savatteri
La rana e lo scorpione: ripensare il Sud per non essere né emigranti né briganti
La rana e lo scorpione: ripensare il Sud per non essere né emigranti né briganti | Libros antiguos y modernos | Pietro Massimo Busetta, Massimo Villone, Gaetano Savatteri
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Detalles
- Año de publicación
- 2023
- ISBN
- 9788849874471
- Autor
- Pietro Massimo Busetta
- Páginas
- 198
- Serial
- Varia
- Editores
- Rubbettino
- Formato
- 240×120×10
- Materia
- Crisi e disastri finanziari ed economici, Politiche governative regionali, statali e di altri enti locali, Problemi sociali e questioni etiche, Italia Meridionale e Isole, 2020–2029
- Prologuista
- Massimo Villone, Gaetano Savatteri
- Conservación
- Nuevo
- Idiomas
- Italiano
- Encuadernación
- Tapa blanda
- Condiciones
- Nuevo
Descripción
Un appello alla mobilitazione civile e democratica per evitare che il Paese si spacchi. La metafora dantesca dei gironi infernali usata per classificare le responsabilità o irresponsabilità di Enti e persone. Senza sconti per nessuno e senza peli sulla lingua si chiamano in causa i tanti che a voce si dichiarano a favore del Mezzogiorno. Tra passato, presente e futuro si mette in evidenza come l'approccio verso le problematiche del Mezzogiorno sia stato sempre "leggero". Sotto la lente il Governo Draghi e le ultime elezioni, parlando di quello che viene definito lo scippo del Recovery Plan, non dimenticando il fallimento della Lega, della "rivoluzione"” dei Cinque stelle e il fenomeno "Reddito di cittadinanza". Uno sguardo alla prospettiva del Mediterraneo, una forte critica a una pubblicistica nazionale mirata a far sentire i meridionali inferiori. Infine, l'appello ai liberi e forti per evitare l'ipotesi Cecoslovacchia, o l'ipotesi Jugoslavia. O peggio l'ipotesi Catalogna. Prefazione di Massimo Villone. Postfazione di Gaetano Savatteri.