Luigi Einaudi uomo di Stato e di pensiero
Luigi Einaudi uomo di Stato e di pensiero | Libros antiguos y modernos | Marcello Pera
Luigi Einaudi uomo di Stato e di pensiero
Luigi Einaudi uomo di Stato e di pensiero | Libros antiguos y modernos | Marcello Pera
Formas de Pago
- PayPal
- Tarjeta de crédito
- Transferencia Bancaria
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Detalles
- Año de publicación
- 2025
- ISBN
- 9788849884692
- Páginas
- 160
- Serial
- Minerva Studi
- Editores
- Rubbettino
- Formato
- 234×152×19
- Curador
- Marcello Pera
- Materia
- Biografie: personaggi storici, politici e militari, Leader politici e leadership, Italia, Seconda metà del XIX secolo, 1850–1899, Prima metà del XX secolo, 1900–1950
- Conservación
- Nuevo
- Idiomas
- Italiano
- Encuadernación
- Tapa blanda
- Condiciones
- Nuevo
Descripción
Nessuno mette in dubbio che nella lunga serie di figure da lui rivestite – giornalista, professore universitario, economista, senatore, costituente, ministro del bilancio, governatore della Banca d’Italia e infine Presidente della Repubblica – Luigi Einaudi sia stato un grande liberale, un principe dotto, acuto e arguto, severo e bonario, del liberalismo. Per capire di quale specie di liberalismo si tratti, occorre considerare che Einaudi non è un pensatore sistematico, uno studioso teorico o un elaboratore di idee e princìpi generali, anche se ha – e sa – di quelle e di questi, perché a princìpi massimi e idee ferme, nonché a credi umanistici e religiosi, si è sempre ispirato. Forse, l’immagine riassuntiva più efficace della sua personalità è quella qui usata da Danilo Breschi, del “gentiluomo di campagna”, l’ambiente da dove Einaudi attinse e in cui meglio si colgono e si esemplificano le sue virtù liberali. Oppure si può pensare all’“uomo risorgimentale” a cui rimanda Giuseppe Vegas. Oppure ancora si può ricorrere all’immagine delle “tre anime”, di cui dice Roberto Marchionatti – l’anima del moralista, dello storico, dell’economista – che Einaudi portò sempre con sé, sulle orme del grande Adam Smith, l’evangelista di tutti i liberali.