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Mon corps et moi. Premiere edition.

Mon corps et moi. Premiere edition. | Libros antiguos y modernos | Crevel, Renè

Libros antiguos y modernos
Crevel, Renè
Aux Editions du Sagittaire Simon Kra, 1926
90,00 €
(Torino, Italia)

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Detalles

  • Año de publicación
  • 1926
  • Lugar de impresión
  • Paris
  • Autor
  • Crevel, Renè
  • Editores
  • Aux Editions du Sagittaire Simon Kra
  • Materia
  • Surrealismno
  • Sobrecubierta
  • False
  • Copia autógrafa
  • False
  • Impresión bajo demanda
  • False
  • Condiciones
  • Usado
  • Primera edición
  • False

Descripción

In-8°, pp. (6), 204, (3), ritratto in antiporta, mezza pelle rossa. dorso a cinque nervi, titolo in oro. Brossure editoriali rilegate all'interno. Conservato all'interno il foglietto pubblicitario delle edizione 'du Sagittaire' con la autobiografia di Renè Crevel. Edizione originale. Buona copia. Crevel acque in una famiglia della piccola borghesia transalpina che fu per lui fonte di numerosi episodi spiacevoli: il padre, tipografo, si suicidò nel 1914; la madre, molto cattolica, ebbe con René un pessimo rapporto, il fratello, malato di tubercolosi, morì giovanissimo. Tra la fine degli anni dieci e l'inizio degli anni venti condusse una vita piuttosto disordinata e mondana, che tuttavia gli permise di conoscere Klaus Mann (figlio del più celebre Thomas), che s'innamorò di lui, e soprattutto André Breton, il teorico del surrealismo che lo fece entrare nel suo movimento (1925). Dopo essersi iscritto al Partito Comunista Francese nel 1924 Crevel pubblicò la sua prima opera Détours (Deviazioni). Nel 1925, anno della pubblicazione del romanzo Mon corps et moi (Il mio corpo e me), iniziò una tempestosa storia d'amore con il pianista e pittore statunitense Eugene MacCown. Nel 1934 si legò sentimentalmente a Tota Cuevas de Vera de la Serna, una ricca aristocratica sudamericana, ma nella notte tra il 17 e il 18 giugno dell'anno seguente si uccise con il gas - come aveva descritto in Détour undici anni prima - nella sua casa parigina, a pochi giorni dall'apertura del congresso dell'AEAR al quale aveva tentato, invano, di far partecipare Breton.

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