Pungi Lingua. Incomincia il bellissimo et utile tractato contra il peccato della lingua...
Pungi Lingua. Incomincia il bellissimo et utile tractato contra il peccato della lingua... | Libros antiguos y modernos | CAVALCA, Domenico.
Pungi Lingua. Incomincia il bellissimo et utile tractato contra il peccato della lingua...
Pungi Lingua. Incomincia il bellissimo et utile tractato contra il peccato della lingua... | Libros antiguos y modernos | CAVALCA, Domenico.
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Detalles
- Año de publicación
- s.d.1476 - 1477
- Lugar de impresión
- Firenze
- Autor
- CAVALCA, Domenico.
- Páginas
- pp.
- Editores
- (Firenze): "Finit per Nicholaum Florentie" (Niccolò
- Materia
- Libri Antichi
- Conservación
- Bueno
- Encuadernación
- Tapa dura
- Condiciones
- Usado
Descripción
>in-4 (284x185 mm), 117 ff. (su 118, ultimo bianco mancante), carattere romano, legatura in pelle del XIX secolo, cornice oro con fiori e drappeggio ai piatti, dorso con titolo e ricchi motivi vegetali sempre in oro. Rara terza edizione (dopo Roma 1472 e Milano 1475) della più vivace delle operette cavalchiane, la più ricca di aneddoti esemplari, miracoli, di proverbi e di altri materiali folclorici. Il trattato vuol mettere in guardia dai vizi che nascono dal cattivo uso della lingua. Precedono alcune considerazioni sulla nobiltà e l'utilità del linguaggio (quasi un abbozzo dei Frutti della Lingua), poi si passano ordinatamente in rassegna i peccati che l'uomo commette parlando (la bestemmia, la moralizzazione, lo spergiuro, la menzogna...). I bersagli più insistentemente colpiti sono i giullari, le mezzane disposte, le donne fatue, gli incantatori, i negromanti. In Cavalca, come in tutti i maggiori predicatori domenicani del primo Trecento, vi è una vivissima preoccupazione per il diffondersi di nuovi movimenti ereticali, in particolare quello degli "apostoli", seguaci di Gherardo Segarelli. Esemplare con margini molto ampi (macchia d'umido all'ultimo foglio con piccoli restauri al margine, lievi fioriture ai primissimi ff.). Di illustre provenienza: appartenuto al celebre libraio e collezionista Giuseppe Martini, con sue note manoscritte nel suo inconfondibile stile calligrafico, a lapis e con sottolineature in rosso e blu, alle sguardie anteriori. Martini (1870-1944), attivo a Lucca, New York e Lugano nei primi decenni del Novecento, ebbe il merito di diffondere l'erudizione e la bellezza, oltre a venderle, attraverso i magnifici libri che trattava. Come in questo caso, era solito apporre le indicazioni bibliografiche a lapis sui fogli di risguardo oppure applicare sul contropiatto la scheda a penna su cartoncini. I grassetti o i corsivi evidenziati a matita rossa o blu, per indicare al compositore il carattere da utilizzare per il catalogo. Inoltre, ex libris di Olschki, Colombi, minute annotazioni ms. coeve. Gamba 308. BMC VI, 626. DBIt XII, 577-586. Goff C 338. IGI 2633. CATALOGO MARTINI 115.