Romarcord. Divagazioni su Roma tra nostalgia e amnesia
Romarcord. Divagazioni su Roma tra nostalgia e amnesia | Libros antiguos y modernos | Francesco Cardelli
Romarcord. Divagazioni su Roma tra nostalgia e amnesia
Romarcord. Divagazioni su Roma tra nostalgia e amnesia | Libros antiguos y modernos | Francesco Cardelli
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Detalles
- Año de publicación
- 2021
- ISBN
- 9788822906274
- Autor
- Francesco Cardelli
- Páginas
- 188
- Serial
- In ottavo
- Editores
- Quodlibet
- Formato
- 205×145×18
- Materia
- Cardelli, Francesco, Autobiografie: generale, Memorie, Comunità urbane, Roma
- Conservación
- Nuevo
- Idiomas
- Italiano
- Encuadernación
- Tapa blanda
- Condiciones
- Nuevo
Descripción
Una vita raccontata attraverso i cambiamenti di una città amatissima, o meglio: una città raccontata attraverso il pretesto di un'autobiografia, quella di Francesco Cardelli, nato allo scoppio della Seconda guerra mondiale e cresciuto in una Roma che poteva essere allo stesso tempo aristocratica e popolare, cinica e bonaria, obbediente alla Chiesa eppure già aperta alla controcultura di sinistra. Da una parte la «scola de preti», i riti familiari, il Circolo della Caccia, le udienze papali, gli scout, i rosari serali; dall'altra il Folkstudio, i primi cinema d'essai, il teatro delle cantine: luoghi trasgressivi, eccitanti per i figli di quella Roma ancora provinciale e bigotta che andavano così scoprendo il blues, il cinema d'autore, le avanguardie. I dettagli, soprattutto linguistici, sono registrati perché resti una traccia della città che non c'è più: i richiami degli ambulanti, i menù delle osterie, i giochi dei bevitori, i proverbi, le tante parole di un romanesco che nessuno parla più (la fojetta per versare il vino, la giannetta che soffia da nord), i cibi dimenticati (le fusaje, i mostaccioli), le filastrocche. E così le tradizioni dimenticate: gli zampognari con le «cioce» ai piedi, la «Befana del vigile», le corse dei cavalli «barberi» in via del Corso, la banda musicale al Pincio; e i mestieri scomparsi, come il bottijaro, il robbivecchi, l'ombrellaro o l'«uomo del sacco». Poi c'è la piccola storia: le rare memorabili nevicate, Mister Okay che si tuffa nel Tevere, le Olimpiadi del '60 con gli atleti a zonzo per via del Corso, Bob Dylan al Folkstudio, Sartre e Beauvoir alla birreria Santi Apostoli, Liz Taylor intravista nel pubblico al concorso ippico di piazza di Siena. E ovviamente ci sono le strade, i cui nomi evocano «una piccola città da libro di fiabe», i quartieri, i negozi ormai chiusi, i mercati, tutta una topografia che tiene insieme, nel lutto dei tanti irreversibili cambiamenti, passato e presente.