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Sacerdozio e liturgia nella Roma pagana

Sacerdozio e liturgia nella Roma pagana | Libros antiguos y modernos | Lanzetta, Domizia

Libros antiguos y modernos
Lanzetta, Domizia
Simmetria Edizioni,
19,00 €
(Attigliano, Italia)

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Detalles

  • ISBN
  • 8887615647
  • Autor
  • Lanzetta, Domizia
  • Editores
  • Simmetria Edizioni

Descripción

Simmetria Edizioni, 2009. 144 pp. La religione Romana e' stata confusa spesso con quella Greca, anche per il fatto che alcune divinita', sia Italiche che Romane, furono assimilate col tempo a quelle Greche. In realta', la religione Romano-Italica presenta delle caratteristiche a tal punto specifiche, che molti dei suoi riti risultarono irriducibili a quelli Greci; cio' sia perche' gran parte di essi traevano origine dalla enigmatica cultura Etrusca e dalla preistoria delle genti Italiche, come perche' molti culti sono dedicati a divinita' che non trovano confronto con quelle di altre popolazioni, come ad esempio i Lari, i Penati, i Mani, od ancora, Feronia, Semo Sanctus e Vica Pota. Lo stesso concetto di Sacro si diversifica da quello dello 'hieron 'greco; per i Romani, il termine 'sacro', oltre ad avere il significato che conosciamo, ne possedeva uno tutto particolare, che esprimeva l'idea di 'estraniamento' da tutto cio' che e' umano. Per fare un esempio, chi offendeva un tribuno della plebe, diveniva automaticamente 'sacer' a Iuppiter, perche' si era reso colpevole di aver trasgredito la 'Sacrata Lex'. Il termine 'sacro' acquisiva, in questo caso, il valore di 'maledetto', 'scomunicato', ossia respinto dalla comunita' degli uomini e abbandonato alla potente ed impenetrabile sfera divina; cosi' come diveniva sacro anche chi contravveniva a certi divieti, come la Vestale che infrangeva il voto di castita'. Nella mentalita' Romana, il lessico religioso andava usato con la massima cautela e precisione, per cui il termine sacro non doveva essere confuso con quello di santo o di religioso. Lo stesso Dumezil, riferendosi ad uno scritto di Festo, si sofferma a sottolineare come, nella religione Romana, esistesse una esatta differenziazione tra le espressioni: sacro, santo e religioso, in quanto queste vengono rispettivamente riferite a: 'sacratum edificium, consecratum deo sanctum murum, qui sit circa oppidum; religiosum sepulcrum, ubi mortus sepultus aut hinumatus sit'. La prima e' riferita agli Dei superi, la seconda in relazione alle porte e alle mura della citta', l'ultima nel significato di 'lasciato', abbandonato a qualcosa di oscuro. Infatti Festo trae l'etimologia di 'religiosus 'dal verbo 'relinquere 'e gli conferisce il significato di lasciato, abbandonato, in balia degli Dei Mani (e non da 'religare', riunire, legare, come altri ritennero). Questi e altri temi collegati alle primigenie divinita' del Lazio e dell'Etruria ed ai riti ad esse collegati (cosi' come pervenuti anche se in forma incompleta fino ad oggi) vengono affrontati in questo nuovo libro di Domizia Lanzetta, con il consueto scrupolo ed amore per l'antica tradizione italica.

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