Segni colori e luci. Note d’arte
Segni colori e luci. Note d’arte | Libros antiguos y modernos | Sarfatti, Margherita
Segni colori e luci. Note d’arte
Segni colori e luci. Note d’arte | Libros antiguos y modernos | Sarfatti, Margherita
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Detalles
- Año de publicación
- 1925
- Lugar de impresión
- Bologna,
- Autor
- Sarfatti, Margherita
- Páginas
- pp. [4] 247 [3], numerose riproduzioni fotografiche in bianco e nero fuori testo.
- Editores
- Zanichelli (Cooperativa Tipografica Azzogu),
- Formato
- in 8°,
- Edición
- Prima edizione.
- Materia
- Arte Cataloghi Monografie
- Descripción
- brossura con titoli rossi e neri al piatto e neri al dorso,
- Primera edición
- True
Descripción
LIBROPrima edizione.Ottimo esemplare (brossura con minima lacerazione alla testa del dorso, per il resto normalmente brunita; carte intonse lievemente brunite, tagli leggermente bruniti).Raccolta di saggi di Margherita Sarfatti - pubblicata per la prima volta nel 1925 da Zanichelli - dedicati ad artisti italiani e internazionali in cui emergono la scrittura e i giudizi egualmente decisi e chiari dell’autrice. Critica, curatrice, giornalista e intellettuale, Margherita Grassini Sarfatti è stata una figura fondamentale del panorama culturale italiano dalla fine della Prima Guerra Mondiale agli anni Trenta inoltrati. Socialista fin da giovane, di fede ebraica e unita, dal 1898, all’avvocato Cesare Sarfatti, la sua storia e la sua memoria sono indissolubilmente legate alla relazione con Mussolini, di cui fu compagna clandestina per quasi vent’anni. Vent’anni scanditi dalla conversione al cattolicesimo nel 1928, dalla vicinanza al fascismo e a posizioni nazionaliste, dal successo sulla scena artistica come critica e curatrice fino al terribile risveglio portato dalle leggi razziali del 1938 che la spinsero - nonostante la conversione e il legame, in verità ormai già da anni compromesso, con il Duce - a lasciare l’Italia. Il ritorno nel 1947 vedrà Margherita Sarfatti dedicarsi a una vita sostanzialmente ritirata e silenziosa fino alla morte, fatta eccezione per la pubblicazione del libro di memorie «Acqua passata» (1955).