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Storie Locali Dell' Italia Romana.

Storie Locali Dell' Italia Romana. | Libros antiguos y modernos | Tibiletti, Gianfranco

Libros antiguos y modernos
Tibiletti, Gianfranco
Pavia: Instituto di Storia Antica, 1978.,
49,00 €
(Berlin, Alemania)

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Detalles

  • Autor
  • Tibiletti, Gianfranco
  • Editores
  • Pavia: Instituto di Storia Antica, 1978.
  • Formato
  • 380 p. Foiled original brochure.
  • Sobrecubierta
  • False
  • Idiomas
  • Italiano
  • Copia autógrafa
  • False
  • Primera edición
  • False

Descripción

From the library of Prof. Wolfgang Haase, long-time editor of ANRW and the International Journal of the Classical Tradition (IJCT). / Dalla biblioteca del Prof. Wolfgang Haase, editore di lunga data di ANRW e dell'International Journal of the Classical Tradition (IJCT). - Zustand: Leicht vergilbter Einband und minimal gebr�te Seitenr�er. Ansonsten im sehr guten Zustand. / Condition: Slightly yellowed binding and minimally browned page edges. Otherwise in very good condition. / Condizioni: Legatura leggermente ingiallita e bordi delle pagine minimamente bruniti. Altrimenti in ottime condizioni. - Content: Abbiamo pensato, confortati anche dall�assenso di altri amici, che sarebbe riuscito gradito agli studiosi dell�Italia antica aver riuniti in un volume gli scritti che Gianfranco Tibiletti era venuto pubblicando, o preparando, negli ultimi anni sulla storia di citt�omane dell�Italia Settentrionale. Per molti, forse per i pi�, si tratter�nche di una scoperta; il Tibiletti era diventato sempre pi� restio ad inviare in giro copie dei suoi lavori, e molti di questi erano apparsi in pubblicazioni locali, o comunque non facilmente accessibili. Ma a noi sembra che si tratti di una scoperta, o riscoperta, del Tibiletti anche in un senso pi� profondo. Queste sue indagini di storia locale, ora qui raccolte insieme e considerate nella loro ispirazione unitaria, consentono di meglio precisare il complesso e articolato svolgimento della riflessione storica del Tibiletti e anzi, se non ci inganniamo, prospettano il momento pi� alto e conclusivo di quello che �no dei pi� acuti e originali ripensamenti moderni della storia romana. Il Tibiletti ha inteso le vicende di singole citt� di aree geografiche e regionali dell�Italia antica, in una feconda interrelazione con la storia generale di Roma e dell�Italia romana, nelle sue varie fasi: la storia locale si presenta come il riflesso in ambiti minori e distinti delle grandi situazioni storiche, ma, al tempo stesso, le singole vicende cittadine si ricompongono a formare l�unit�i problematiche storiche generali, e a delineare queste ultime danno un apporto di eccezionale concretezza e vivacit�Al di l�ella tentata unit�olitica e delle tendenze romanocentriche, la storia romano-italica apparve sempre al Tibiletti nella sua ricca e complessa variet�non soltanto in quanto storia di citt� cantoni o territori geograficamente distinti e con vicende e caratteristiche proprie, disseminati in tutta l�Italia, ma anche per la cosciente volont�i Roma di rispettare questi caratteri specifici e singoli pur nel contesto di un�azione politica unitaria, e in presenza di istituti giuridici e di situazioni sociali e economiche che spingevano all�eguagliamento. Da questa intuizione del Tibiletti, che gli veniva da una valutazione personalmente sentita della storia romana repubblicana e del Principato, discende la sua volont�i cercar di precisare e conoscere partitamente � e, si direbbe, soprattutto nel momento in cui molte citt�taliche sono in apparenza ricomposte in un quadro unitario � il loro carattere peculiare, omogeneo alla loro singola storia e tradizione e alla situazione dell�ambiente fisico e geografico, situazione che �tata di sicuro ricca di influenze e pu�lora sembrare condizionante, ma che in realt�a s�bito cessato d�essere un fattore esterno sovrimposto ed �ivenuta essa stessa un elemento, o componente, di quella storia cittadina o cantonale, una ragione della mentalit�egli abitanti e di riflesso un aspetto dei loro vari atteggiamenti. E� nell�ambito di questa nitida intuizione che va intesa l�analisi minuziosa che il Tibiletti fa di tutte le documentazioni del passato di una citt�con la ricerca di costanti e sopravvivenze dall�et�ntica a oggi. Le precise ambientazioni fisico-geografiche non sono il fine della ricostruzione storica, ma un mezzo per meglio situare e comprendere l�operato dell�uomo nelle sue varie fasi e i valori morali e culturali che ne hanno informato l�azione. Se in apparenza si privilegia la ricerca sul terreno, topografica e archeologica, �erch�i vuole precisamente ricercare anche nell�ambiente, negli elementi naturali che circondano l�uomo e che egli ha adattato a s� ha creato, una proiezione del suo spirito e del suo agire, differente ma strettamente congruente con altre pi� proprie o pi� evidenti manifestazioni della sua attivit�artistiche letterarie politiche. La conseguenza finale �n recupero della comprensione degli stessi accadimenti storici e una loro valorizzazione. Il Tibiletti ha condotto questo ricupero di momenti e di aspetti della civilt�ntica non tanto con pretenziose nuove metodologie, ma sfruttando a fondo gli strumenti tradizionali di ricerca e facendo convergere alla stessa finalit�con tenacia e acume, le documentazioni pi� varie � non solo antiche � letterarie, epigrafiche, archeologiche, linguistiche, ripensate in ogni loro sfumatura e comprese nei loro collegamenti spesso imprevisti. Un misurato impiego della comparazione storica e la sagace individuazione di costanti strutturali hanno condotto per esempio alla individuazione e alla delineazione di un�area storico-geografica come la valle del Ticino, in un saggio che a noi sembra, anche per la fine valorizzazione di tradizioni orali e di testimonianze autoptiche, volutamente paradigmatico di questo tipo di analisi. E� diff�le dire se sia da vedere in questa matura e compiuta storiograf�del Tibiletti un qualche influsso di metodologie nuove (per esempio delle �Annales�), che nella vicenda della ricerca storica italiana hanno da qualche tempo trovato accoglimento ; si sarebbe piuttosto portati a rispondere negativamente, per quanto il Tibiletti sia stato sempre attento ai nuovi indirizzi della ricerca, specialmente nel campo della medievistica. Par pi� probabile pensare ad un autonomo svolgimento di principi di metodo e di tematiche gi�ntuiti e applicati sporadicamente da Plinio Fraccaro nelle sue ricerche topografiche: si rammenti che il Tibiletti visse e oper�r anni nella biblioteca del Fraccaro, ove era una sezione amplissima e preziosa di �storie locali��, che egli validamente increment��insegnamento, tenuto per incarico, della �Topograf�dell�Italia Antica� (che ha lasciato duraturo ricordo negli allievi) favori e affin� sua ricerca con la diretta visione anche sul terreno, occasione e condizione per l�intelligenza dei problemi. Sul Tibiletti ebbero anche larga influenza i sempre pi� ricercati e frequenti contatti con archeologi, specialmente preistorici, e con linguisti. La realt� che, pur dando la dovuta parte ai possibili suggerimenti esterni, questo ultimo svolgimento della storiograf�del Tibiletti ha la sua vera radice nella precedente ricerca del Nostro, il quale appare sempre pi�, cos�ome �tato detto giustamente del Fraccaro, una figura di storico compatta e armonica. Alla distanza, nella prospettiva oramai trentennale, diventa sempre pi� chiaro il significato profondamente innovatore della ricerca di storia agraria e coloniaria repubblicana, una tematica che offriva chiaramente se pur implicitamente (ma il Tibiletti ne era ben conscio) un modo nuovo di impostare e prospettare la storia romano-italica dell�et�epubblicana. Un�indagine di questo genere, combinata con i risultati che le ricerche topografiche tecniche del Fraccaro suggerivano, doveva condurre inevitabilmente il Tibiletti a raffigurarsi la vicenda storica della repubblica romana, soprattutto negli ultimi tre secoli a.C., come policentrica e variamente articolata. D�altro canto, questa raffigurazione, ricca di movimento e di concretezza, trovava la sua naturale continuazione in una interpretazione del Principato Augusteo, ragionata sulle fonti al di l�i schemi ideologici, che lasciava largo spazio all�autonomia e alla �libert� sia al centro sia alla periferia. Ecco, allora, che le singole citt�inserite nei loro contesti geografici, diventavano un modo di partecipazione politica e culturale alla vita della pi� vasta comunit�tatale, proprio con la variet�ei loro atteggiamenti. Le citt�iventavano momenti di sviluppo di forze autonome e libere, ricche di tradizioni culturali e di feconde energie sociali ed economiche, cio�ealizzazioni umane nell�ambiente pi� conveniente. Nulla toglie al valore esemplare di questa suggestiva visione storica il fatto che il Tibiletti abbia limitato la sua indagine a citt� a contesti dell�Italia settentrionale, quell�area italica che egli aveva fatto oggetto oramai da decenni di studio diretto e appassionato. Gli scritti qui raccolti, in parte (come si �etto) gi�diti, sono ripubblicati senza modifiche. Due lavori sono inediti; un terzo �n corso di pubblicazione negli �Atti del Congresso Bimillenario di Aosta (ottobre 1975)�, a cura dell�istituto di Studi Liguri (la cui direzione sia qui vivamente ringraziata). E� parso opportuno appendere a questa ripubblicazione un aggiornamento bibliografico ragionato (a cura di P. Tozzi), che d�otizia dei lavori, apparsi nello stesso t�o o successivi, sulle citt�tudiate dal Tibiletti; si tratta, naturalmente, di una scelta.

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