Tauroetica
Tauroetica | Libros antiguos y modernos | Fernando Savater, Andrea De Benedetti
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Tauroetica | Libros antiguos y modernos | Fernando Savater, Andrea De Benedetti
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Detalles
- Año de publicación
- 2012
- Lugar de impresión
- Roma-Bari
- Autor
- Fernando Savater
- Páginas
- 111
- Volúmenes
- 1
- Serial
- I Robinson / Letture
- Editores
- Laterza
- Formato
- In-8°
- Materia
- Etica e filosofia morale
- Traductor
- Andrea De Benedetti
- Sobrecubierta
- True
- Conservación
- Como nuevo
- Idiomas
- Italiano
- Encuadernación
- Tapa blanda
- Copia autógrafa
- False
- Condiciones
- Usado
- Primera edición
- True
Descripción
La proibizione delle corride decretata dal Parlamento catalano nel 2010 ha riportato alla ribalta l'antico e mai sopito dibattito sull'ammissibilità morale di uno spettacolo molto radicato in Spagna e molto criticato altrove. I sostenitori si appellano ai valori estetici della corrida e al significato ancestrale di una tradizione che sublima nel combattimento tra uomo e toro l'antagonismo innato tra la nostra specie e gli animali feroci. I detrattori la condannano come una pratica selvaggia che dietro l'ipocrisia della lotta ad armi pari tra uomo e fiera nasconde la crudeltà di uno spettacolo di sofferenza e di morte. In mezzo a queste due posizioni si colloca il libro di Fernando Savater, che affronta la questione senza pregiudizi, cercando, attraverso un excursus storico, filosofico e culturale, di ricondurla all'alveo che le è proprio: quello dell'etica. Le domande che pone Savater (Gli animali sono 'umani' nella stessa misura in cui gli uomini sono animali? La loro felicità e la loro salute fanno parte dei nostri doveri morali? Quali sono, nello specifico, questi doveri? È peggiore la morte del toro in corrida o la vita di un animale da macello?) sono tanto pertinenti quanto spiazzanti, e ancora più spiazzanti sono le risposte, che non investono soltanto l'ambito specifico della corrida ma interessano in generale l'intera architettura dei rapporti tra esseri razionali e irrazionali, liberando il campo da falsità, ipocrisie e "buonismi".