Tempo di pace. Romanzo. Prefazione di Giuseppe Ungaretti
Tempo di pace. Romanzo. Prefazione di Giuseppe Ungaretti | Libros antiguos y modernos | Gallian, Marcello (Prefazione Di Giuseppe Ungaretti)
Tempo di pace. Romanzo. Prefazione di Giuseppe Ungaretti
Tempo di pace. Romanzo. Prefazione di Giuseppe Ungaretti | Libros antiguos y modernos | Gallian, Marcello (Prefazione Di Giuseppe Ungaretti)
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Detalles
- Año de publicación
- 1934
- Lugar de impresión
- Roma,
- Autor
- Gallian, Marcello (Prefazione Di Giuseppe Ungaretti)
- Páginas
- pp. 191 [1].
- Editores
- Edizioni di «Circoli»,
- Formato
- in 16°,
- Edición
- Prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.
- Materia
- Narrativa Italiana del '900
- Descripción
- brossura rossa con alette e piccole unghie, stampata in nero a piatti e dorso;
- Primera edición
- True
Descripción
LIBROPrima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.Esemplare numero 2 di 500 in complessivo ottimo stato (tracce di precedente restauro al dorso con gore alla testa dello stesso; prime e ultime carte leggermente brunite e fiorite, per il resto interno pulito).Ottavo volume delle edizioni della prestigiosa rivista di poesia diretta da Adriano Grande «Circoli» con il romanzo di Marcello Gallian «Tempo di pace». Finito di stampare il 20 luglio 1935 e tirato in soli 500 esemplari numerati, il racconto è preceduto dalla prefazione di Giuseppe Ungaretti che scrive, con toni celebrativi della fede fascista dello scrittore romano e del fascismo tutto: «Sono alcuni anni che leggo Gallian con attenzione, ma questo diavolo di ragazzo come fa a condurmi di sorpresa in sorpresa? L’altro giorno era “Comando di Tappa”, e oggi sono le bozze di questo “Tempo di pace”. [.] Credo che a pochi scrittori il cuore umano si confidi appieno come a Gallian, e credo che pochi abbiano la facoltà d’osservazione che egli ha messo in opera per accumulare la forza profonda che rende così vive le persone di “Tempo di pace”. É satira la Margherita, alla quale piace nutrirsi di farfalle e di quell’olio di ricino “arma leggendaria” degli Squadristi che ha rimesso in salute tanti - ma a farne un mito poteva azzardarsi solo uno al quale l’infanzia non celasse nulla. [.] Questi due libri sono l’esaltazione dello Squadrista. Chi era? Oggi tutti potranno saperlo. Era uno che s’era con disperazione proposto di rovesciare ciò che nel mondo gli pareva senile, puerile e sterile».