Valdilamone. Rivista di lettere e d’arti (poi: Rivista romagnola di lettere e d’arti)
Valdilamone. Rivista di lettere e d’arti (poi: Rivista romagnola di lettere e d’arti) | Libros antiguos y modernos | [Valdilamone] (Direttore Giuseppe Liverzani)
Valdilamone. Rivista di lettere e d’arti (poi: Rivista romagnola di lettere e d’arti)
Valdilamone. Rivista di lettere e d’arti (poi: Rivista romagnola di lettere e d’arti) | Libros antiguos y modernos | [Valdilamone] (Direttore Giuseppe Liverzani)
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Detalles
- Año de publicación
- 1927-1931
- Lugar de impresión
- Faenza,
- Autor
- [Valdilamone] (Direttore Giuseppe Liverzani)
- Páginas
- circa 45 pagine a fascicolo,
- Editores
- (Litografia Morgagni, poi: Stabilimento Grafico F. Lega),
- Formato
- in 8°,
- Edición
- Edizione originale.
- Materia
- Dialettali e Storia LocaleNarrativa Italiana del '900Poesia, Italiana del '900
- Descripción
- brossura illustrata con titoli di vario colore,
- Primera edición
- True
Descripción
PERIODICOEdizione originale.Numeri I-II del 1927; II e III del 1929; I, II, III e IV del 1930; I, II, III e IV del 1931. Esemplari in ottimo stato (normali tracce di usura e leggere fioriture ai piatti delle brossure). Presente il numero doppio inaugurale del 1927 e le annate complete del 1930 e 1931. Fondata a Faenza nel 1927 da Giuseppe Liverzani e attiva con uscita trimestrale irregolare fino al 1935, la rivista «Valdilamone» si proponeva come luogo di salvaguardia e di divulgazione della storia, della cultura e dell’arte del ravennate (benché aperto anche al più vasto panorama letterario e artistico nazionale). Come scritto nelle pagine introduttive del numero inaugurale del 1927, infatti, il periodico avrebbe dovuto: «Stimolare e unire le riposte sane giovani energie della nostra terra, innalzare il pensiero e il sentimento del nostro popolo, ecco il compito che la Rivista si propone; ed ecco ancora il chiaro dovere che essa addita a tutti i cittadini che sentono per l’arte e per la cultura un amore nobile e operoso». Stampato in formato 25 x 17 cm, questi quaderni della Valle del Lamone erano caratterizzati anche dalle belle copertine realizzate con eleganti incisioni (da segnalare almeno il nome di Serafino Campi).