Gruppo colossale di Dioniso e satiro
Gruppo colossale di Dioniso e satiro | Grabados | Perrier François
Gruppo colossale di Dioniso e satiro
Gruppo colossale di Dioniso e satiro | Grabados | Perrier François
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Detalles
- Año de publicación
- 1653
- Lugar de impresión
- Roma
- Formato
- 160 X 225
- Grabadores
- Perrier François
Descripción
Il gruppo, è una replica romana eseguita tra il 160-180 d.C. derivata da un originale greco del IV secolo a.C., fu rinvenuto alle Quattro Fontane sul Quirinale negli anni del pontificato di Sisto V. Oggi è conservato presso il palazzo Altemps di Roma. Dioniso è incoronato di foglie di edera e viene accompagnato da una pantera la quale indica la sua presenza numinosa, mentre un satiro di dimensioni ridotte fa parte del suo seguito; lunghe ciocche di capelli cadono sulle spalle del giovane dio, mentre nella mano sinistra tiene un grappolo d'uva, status ed emblema del suo carattere di dio del vino. Tavola tratta dal celebre Segmenta nobilium signorum et statuarum, quae temporis dentem invidium evasere Urbis aeternae ruinis erepta Typis aeneis ab ce commissa Perpetuae venerationis monumentum, Roma, Deâ Rossi, 1653 o ante 1691. Formatosi come pittore a Roma negli anni 1620-25 nella bottega di Giovanni Lanfranco, François Perrier dettò il Borgognone (donde il monogramma FPB, con F e P sovrapposte) operò nei primi anni Trenta nellâorbita di Simon Vouet a Parigi, dove ebbe come allievi Le Brun e Dufresnoy. Di nuovo a Roma per un decennio a partire dal 1635, vi realizzò due raccolte di acqueforti dallâantico, i Segmenta (1638) e le Icones et segmenta illustrium e marmore tabularum quae Romae adhuc extant⦠stampate al suo rientro a Parigi (1645). I Segmenta riproducono in cento tavole unâampia silloge di statue antiche ârisparmiate dallâinvidioso dente del Tempoâ presenti nelle principali collezioni romane; le Icones invece i più noti bassorilievi, in cinquantacinque tavole. Entrambe le opere furono progettate con la fondamentale collaborazione di Giovan Pietro Bellori, massima autorità teorica e storico-artistica del classicismo seicentesco, e di altri eruditi, e appartengono al genere degli atlanti di antiquarie romane diffusi in tutta Europa a partire dalla metà del Cinquecento. Lâatlante del Perrier, concepito anzitutto come una sorta di âaccademia cartaceaâ per gli artisti â quasi una versione a stampa di un taccuino di modelli â supportata da una vasta erudizione antiquaria, ebbe una notevole fortuna, testimoniata dalle numerose ristampe e derivazioni lungo tre secoli. Le discrepanze di alcune tavole rispetto alla prima edizione dei Segmenta (molte risultano in controparte, e si riscontrano diffuse difformità nei tratteggi) corrispondono non a prove di stampa, come ipotizzato da alcuni, ma alla riedizione presso la stamperia romana Deâ Rossi, inventariata col titolo di Statue insigni di Roma intagliate in acquaforte, e copiate da Francesco Perrier libro in 103 quarti fogli imperiali nel 1677 (Le regole della bellezza 2012, pp. 9-10) e in seguito Indice 1797, p. 4), realizzata con una nuova serie di matrici (oggi conservate presso la Calcografia di Stato) nellâimpossibilità di riuso di quelle originali, rientrate in Francia col Perrier. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva, rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione. Bibliografia Lorenzo Fatticcioni, Le regole della bellezza. Saperi antiquari e teorie dell'Arte nei Segmenta nobilium Signorum et Statuarum di François Perrier, (2012); Gerardo de Simone, François Perrier, Segmenta nobilium signorum et statuarum, Roma, De' Rossi 1653; con disegni della bottega Baratta (2016).