Bulino, 1542, privo di firma dell’incisione, datato in lastra sul sasso a destra, in basso al centro: 'AVRVM QVOD PRO REDIMENDA CAPTIVA VIRGINE PARENTES/ATTVLERANT LVCEIO SPONSO TRADIT SCIPIO ROMAE EXCD/ANT. SAL.' Da un soggetto attribuito a Salviati.Esemplare nel primo stato di tre, con l'indirizzo di Antonio Salamanca. Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana "aquila nel cerchio con corona", rifilata al rame, in ottimo stato di conservazione.La stampa viene catalogata dal Bartsch come opera di anonimo incisore della scuola di Raimondi, che incide nello stile di Agostino Veneziano, da un modello non identificato di artista fiorentino. Zanetti, invece, vi ravvisa lo stile di Giulio Romano, inglobando l’incisione nella suite di soggetti sulla storia di Scipione eseguiti da Marco Dente.D’Arco, riconoscendo l’opera quale invenzione di Giulio, erroneamente la considera come uno stato dell’incisione di Diana Scultori, e la pone in relazione con il medaglione con la Continenza di Scipione della Stanza dei Cesari. Così anche Dollmayr che attribuisce la stampa a Marco Dente. Cirillo Archer in TIB sostiene che l’incisione sia stilisticamente affine alla Morte di Meleagro di Nicolas Beatrizet. Hermann Voss, seguendo questa indicazione, ascrive correttamente il disegno preparatorio al Salviati, sulla base delle analogie del soggetto con gli affreschi della Storia di Camillo di Palazzo Vecchio a Firenze, e il bulino alla cerchia del Beatrizet. Alla luce di tali ipotesi, la Davis assegna la stampa a Beatrizet stesso.Nella collezione del British Museum la stampa è catalogata sotto il nome di Enea Vico, secondo l’attribuzione di Darrel Crumpacker, basata sulle affinità stilistiche e delle dimensioni che questa stampa mostra con La Battaglia dei Lapiti e i Centauri che Vico incide all’incirca nello stesso periodo. In realtà, il nome di Vico era stato già proposto già in 'Notice des fayences peintres italiennes. . .,' Series G, pubblicato da Charles de Mourgues Freres, nel 1864, dove l’autore descrive una Magnanimità di Scipione edita da Salamanca nel 1542, di cui Vico sarebbe non l’incisore ma l’autore del modello utilizzato per l’incisione.L’influenza di Agostino Veneziano è evidente: l’obelisco che appare alla sinistra di Scipione è molto simile a quello che appare nella Morte di Anania del Veneziano, e nell’Ingresso trionfale di Furio Camillo, e in tre tavole della serie “La Favola di Amore e Psiche”. L’obelisco appare, inoltre, in un’altra incisione di Enena Vico, S.Giorgio e il Drago, edita sempre dal Salamanca nel 1542. È da sottolineare che l’obelisco come elemento architettonico non ricorre in nessun’altra stampa romana del tempo. L’iscrizione dell’opera allude all’episodio sulla magnanimità di Scipione raccontato da Livio (XXVI,5): conquistata la città spagnola Nuova Cartagine, venne condotta al cospetto del condottiero romano una giovane donna che avrebbe dovuto far parte del bottino di guerra del vincitore. Nonostante questo diritto acquisito, essendo venuto a sapere che la fanciulla era stata precedentemente promessa in sposa, Scipione fece convocare l’uomo, di nome Allucio, e gliela restituì, donandogli anche la somma di riscatto che i parenti di lei erano riusciti a raggranellare nella speranza di liberarla. Bibliografia Passavant VI.82.56; Massari, Giulio Romano Pinxit ed delineavit, no. 68; Cirillo Archer, in TIB 1995, 2801.032.S1; Le Blanc III.283.39; Bruce Davis, Mannerist Prints…exhibition catalogue, no. 8; British Museum, inv. n. 1859,0806.312. Engraving, 1542, inscribed lower right, including publisher's address: 'AVRVM QVOD PRO REDIMENDA CAPTIVA VIRGINE PARENTES/ATTVLERANT LVCEIO SPONSO TRADIT SCIPIO ROMAE EXCD/ANT. SAL.' , dated '1542'. After a subject attributed to Salviati.Example of the first state of three, with the address of Antonio Salamanca. A good impression, printed on contemporary laid paper with "eagle in a circle with crown" watermark, trimmed to the borderline, good condition.Cirillo Archer in TIB claims the burin work is close to Nicolas Beatrizet's Death of Meleager. Hermann Voss in 'Kompositionen des Francesco Salviati in der italienischen Graphik des XVI. Jahrhunderts', Beilage der Graphischen Künste 1 (1912), pp. 30-37, 60-70 ascribed the design to Salviati and attributed the print to the circle of Beatrizet. Bruce Davis attributed the engraving to Beatrizet himself. Most recently, under inv. no. 1859,0806.312 the British Museum database attributed the engraving to Enea Vico by demonstrating it has a similar size and technique to Vico's Battle of the Lapiths and Centaurs made in the same year, when Salamanca published a number of Vico's prints and none by Beatrizet. An attibution to Vico was proposed in the 'Notice des fayences peintres italiennes. . .,' Series G, published by Charles de Mourgues Freres, 1864 (Oxford edition) where the author describes a 1542 engraving published by Antonio Salamanca of 'The Continence of Scipio' and says that if Vico was not the engraver, he was certainly the model for the engraver. The influence of Veneziano has also been noted.Vico seems to have chosen to imitate certain devices that are particular to Veneziano. The obelisk that appears to the left in the 'Scipio' engraving was used in Veneziano's engravings, 'The Death of Ananias' (B.xiv.47.42. BM.1869,0410.154) and 'Camillus Entering the City' (B.xiv.164201. BM. H,7.21). The use of the obelisk as an architectural device cannot be seen in other engravers' prints executed in Rome during this time. The obelisk reappears again in three plates of the 'Fable of Psyche' series that Veneziano collaborated with the Master of the Die in executing. It also reappears again in another Enea Vico print, 'St.George and the Dragon' Bartsch XV.30.3 (as School of Marcantonio Raimondi after a Florentine artist, close to the manner of Agostino de Musi).The episode depicted is related by Livy (XXVI,5): the Roman general Scipio Africanus, after the defeat of Carthage was offered a beautiful woman called Lucretia as his captive. But when he was told of her betrothal to the Carthaginian Allucius, Scipio nobly returned Lucretia to him and returned the gold sent as ransom by her parents. Bibliografia Passavant VI.82.56; Massari, Giulio Romano Pinxit ed delineavit, no. 68; Cirillo Archer, in TIB 1995, 2801.032.S1; Le Blanc III.283.39; Bruce Davis, Mannerist Prints…exhibition catalogue, no. 8; British Museum, inv. n. 1859,0806.312. Cfr.