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PADOA

Grabados
LAURO Giacomo
1634
1200,00 €
(Roma, Italia)
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Detalles

  • Año de publicación
  • 1634
  • Formato
  • 240 X 182
  • Grabadores
  • LAURO Giacomo

Descripción

Pianta della città tratta da Heroico Splendore delle Città del Mondo, rarissima pubblicazione stampata per la prima volta a Roma nel 1639, e successivamente, ampliata con l’aggiunta di dieci nuove opere, nel 1642. In alto al centro il titolo, PADOA; a sinistra il Leone di San Marco e lo stemma della città. Nel cartiglio a destra, con al centro il blasone di famiglia, torviamo la dedica Al Molt.’ ill.re Sig.r e P[at]ron[us] mio Col.mo ' il sig. Sebastiano Zefferini Gentilhuomo Cortonese. Le dono questa pianta, e historia di Padoa per l’origine che ha dalla Città di Cortona patria di V.S., la cui nobiliss.a prosapia dalli Conti di Farneta di libera iurisdittione rende chiara la santità di S. Zefferino fregiata dell’ordine di Cavalleria de Gigli e Rastello dal Re Carlo d’Angiò per l’imprese militari de suoi maggiori contro li Re Manfredi, e Corradino, e aggrandita dal secondo Girolamo coll. Generale del Duca di Parma, e Gran Duca di Toscana, invita me ad ammirarla, registrarla, e riverirla Di Roma, Di V.S. Molt.’ Ill.re Humiliss.o ser.re I. Lauro Romano DD. Lungo il bordo inferiore disposta su sedici colonne una legenda numerica di 156 rimandi a luoghi, cose e monumenti notabili. Pianta prospettica della città basata sul modello di Giuseppe Viola Zanini, pubblicata a Siena da Matteo Florimi nel 1600 circa, dalla quale derivano anche i 156 rimandi della rubrica. La pianta venne pubblicata per la prima volta nel 1642, accompagnata da titolo e due fogli di testo (che però recano alla fine la data 1634): DESCRITTIONE DELLA NOBILISSIMA CITTA DI PADOVA DI Iacomo Lauro Romano DEDICATA All’Illustrissimo Signor & Padron osservandissimo IL SIGNOR CONTE SEBASTIANO ZEFFERINI di origine Cortonese. IN ROMA Appresso Lodovico Grignani MDCXLII. Al verso del titolo tipografico reca la dedica con data 15 aprile 1642. Giacomo Lauro, fu incisore, stampatore e conoscitore di antichità attivo prevalentemente in ambito romano tra il 1583 e il 1645. Non si conosce la data e il luogo di nascita, ma il fatto che egli firmasse le sue opere come "Jacobus Laurus Romanus" lascia presumere che fosse originario di Roma. Nulla si conosce della sua formazione. La prima testimonianza documentaria che attesta la sua presenza a Roma, in cui è definito "intagliatore di rame romano", risale al 1583; mentre la sua prima stampa conosciuta è un Tiberio con la daga (o Il gladiatore), pubblicata da Claudio Duchetti nel 1585. Nonostante abbia affrontato tematiche storiche, mitologiche, devozionali, il Lauro è noto soprattutto per la produzione di piante e vedute di città, a cominciare dalla veduta a volo d'uccello di Rocca Contrada (Arcevia), realizzata nel 1594 per Angelo Rocca su disegno di Ercole Ramazzani. Negli anni 1630-45, Lauro si dedicò alla pubblicazione di una serie di piante e descrizioni di città italiane e straniere in forma di piccoli opuscoli, alcuni dei quali furono raccolti nel 1639 sotto il titolo di Heroico splendore delle città del mondo. Le piante di Lauro, dunque, furono il frutto di un lungo lavoro di ricerca, basato su fonti primarie, e pubblicato per la prima volta in libri o opuscoli con testo relativo alla storia della città. Scrive Thomas Ashby: “Negli anni 1630-1645 il Lauro pubblicò un numero rilevante di descrizioni di città in tanti opuscoli col testo, tutti in folio piccolo oblungo. Le piante non sono tutte originali […] Molte volte sono state adoperate come fonti, s’intende, le belle tavole dell’atlante del Lafrèry. Ma anche altre piante sono state messe sotto contributo - molto è stato preso o dall’opera di Braun e Hogenberg, Civitales Orbis Terrarum, oppure anche in questo caso da fonti comuni. Non mancano i contatti con Matteo Florimi di Siena, il quale in nessun caso compì di opera propria, ma copiò sempre i lavori degli altri. La pianta di Viterbo, finalmente, è derivata dalla pianta di Tarquinio Ligustri di Viterbo, fatta nel 1596 e dedicata al Cardinale Odoardo Farnes. Map of the city taken from ' Heroico Splendore delle Città del Mondo, ' a very rare publication printed for the first time in Rome in 1639, and later, expanded with the addition of ten new works, in 1642. Giacomo Lauro, was an engraver, printer and connoisseur of antiquities active mainly in Rome between 1583 and 1645. We do not know the date and place of birth, but the fact that he signed his works as "Jacobus Laurus Romanus" suggests that he was a native of Rome. Nothing is known about his education. The first documentary evidence of his presence in Rome, in which he is defined as a "Roman copper engraver", dates back to 1583; while his first known print is a ' Tiberius with a dagger ' (or ' The Gladiator), published by Claudio Duchetti in 1585. Although he dealt with historical, mythological, devotional themes, Lauro is mainly known for the production of plans and views of cities, starting with the bird's eye view of Rocca Contrada (Arcevia), made in 1594 for Angelo Rocca on a drawing by Ercole Ramazzani. In the years 1630-45, Lauro dedicated himself to the publication of a series of maps and descriptions of Italian and foreign cities in the form of small pamphlets, some of which were collected in 1639 under the title of ' Heroico Splendore delle Città del Mondo. Lauro's plans, therefore, were the result of a long research work, based on primary sources, and published for the first time in books or pamphlets with text related to the history of the city. Thomas Ashby writes: "In the years 1630-1645 the Lauro published a considerable number of descriptions of cities in many pamphlets with text, all in small oblong folio. The plants are not all original [.] Many times have been used as sources, of course, the beautiful plates of the Atlas of Lafrèry. But other maps were also contributed - much was taken either from the work of Braun and Hogenberg, ' Civitales Orbis Terrarum, or even in this case from common sources. There is no lack of contact with Matteo Florimi of Siena, who in no case did his own work, but always copied the work of others. Some of these maps were collected under the following title, engraved in 1639; ' HEROICO SPLENDORE DELLE CITTA DEL MONDO LIBRO PRIMO DI IACOMO LAURO ROMANO ' Dove si uedono le piante di molte Citta Ill.ri e di molte non più state alla stampa con le loro origini et atti segnalati, et quanto si estende il dominio di esse sino alli presenti tempi in Roma l’Anno di nostra salute 1639” ' (see Thomas Ashby, ' L'Heroico splendore delle città del mondo, in "La Bibliofilia", XXXI (1929), pp. 105-122). The work was reprinted in 1642 with imprint ' in Roma l’Anno di nostra salute 1642 /Con priuilegio del somo Pontefice, et d'altri Potent.ti Con licenza de Superiori. Although the title page speaks of "Book one" a second volume of the collection was not published. Copper engraving, printed on contemporary laid paper, with margins, very light oxidation, otherwise in excellent condition. Very rare. Bibliografia Thomas Ashby, ' Un incisore antiquario del Seicento, I, Note intorno alla vita ed opere di Giacomo Lauro, in “La Bibliofilia”, XXVIII (1926-27), pp. 361-373; II, ' L'opera "Antiquae Urbis splendor", ' ibid., pp. 453-460; III, ibid., XXIX (1927), pp. 356-369; IV, ' L'Heroico splendore delle città del mondo, ibid., XXXI (1929), pp. 105-122. Cfr.

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