Topographia Puteolorum
Topographia Puteolorum | Grabados | LAURO Giacomo
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Topographia Puteolorum | Grabados | LAURO Giacomo
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Detalles
- Año de publicación
- 1616
- Lugar de impresión
- Roma
- Formato
- 235 X 180
- Grabadores
- LAURO Giacomo
- Materia
- Pozzuoli
Descripción
RARISSIMA EDIZIONE POSTUMA, con la dedica di Giacomo Lauro a Jakob Fugger of Kirchberg - in alto a sinistra - abrasa. Pianta dei Campi Flegrei tratta dalla più celebre opera di Giacomo Lauro, la Antiquae urbis splendor, edita per la prima volta nel 1612/15 in 3 parti, e quindi accresciuto nel 1628 da una quarta parte. L'ultima parte, edita dal celebre mecenate svizzero Jan Alten, contiene le vedute delle ville di Roma e dintorni. L'opera fu ristampata in seguito, dato il grande successo, da Rudolf Alten. La carta del territorio di Pozzuoli, dedicata da Lauro a Jakob Fugger of Kirchberg, deriva dal modello introdotto da Mario Cartaro nel 1577. âLa mappa edita da Bartolomeo Grassi ed incisa da Mario Cartaro rappresenta il prototipo diretto di quasi tutte le cartografie dei Campi Flegrei fino alla metà del â700, quando, per i rinnovati interessi archeologici si rivisitarono quei luoghi con maggiore attenzione effettuando rilievi con nuove strumentazioni. à la prima carta archeologica dei Campi Flegrei, ricchissima di informazioni antiquarie e di grande utilità per la collocazione dei principali monumenti dellâarea, sia di quelli ancora esistenti, sia delle antichità scomparse, la cui ubicazione è basata su fonti letterarie. Lâopera riporta nella dedica la data del 4 ottobre 1584. Grassi ottenne il privilegio per la stampa il primo ottobre dello stesso anno, unitamente a quello per un libro sulle antichità di Pozzuoli, illustrato da tavole incise sempre dal Cartaroâ (cfr. S. Bifolco, F. Ronca, Cartografia e topografia italiana del XVI secolo, 2018: pp. 2068-2069, Tav. 1045) La Antiquae urbis splendor di Giacomo Lauro è unâopera di grande importanza storica e archeologica che lâautore iniziò nel 1612. Il titolo intero è: Antiquae urbis splendor, hoc est praecipua eiusdum templa, amphitheatra, theatra, circi, naumachie, arcus triumphales, mausolea aliaque sumptuosiora aedificia, pompae item triumphalis et colossaearum imaginum descriptio; opera & industria Iacobi Lauri Romani in aes incisa atque in lucem edita. Addita est breuis quaedam et succincta imaginum explicatio in qua regum consulum imperatoruq; res gestae et rei romanae origo progressus incrementum, ac finis cu almae urbis antiquor. ac modernor. vestigior. additione utcunq; hoc insequenti anno 1630 reperiutur, et ex veteru ac recentior. historiar. monumentis clare ostenditur. Il libro ha una lunga e varia storia di pubblicazione, a partire dal 1612, anche se il lavoro di Lauro sul libro precede la sua pubblicazione di almeno diciotto anni. Il libro fu stampato per la prima volta da Giacomo Mascardi, e originariamente conteneva solo due parti, anche se nel 1615 si era allargato a una terza parte. La prima parte conteneva 37 incisioni, con una dedica al re Sigismondo III di Polonia, datata 1614, e un ritratto datato 1609 (preso in prestito da un altro libro di incisioni). La seconda parte conteneva un ritratto di Carlo Emanuele I, duca di Savoia, datato 1613, e 41 incisioni. Vale la pena notare che questi primi due libri erano entrambi dedicati alla nobiltà polacca, probabilmente a causa del fatto che Lauro aveva goduto di patrocinio dall'incisione di battaglie polacche all'inizio della sua carriera. La terza parte, aggiunta più tardi, era dedicata a Ranuccio Farnese, uno dei maggiori mecenati di Lauro più tardi nella sua vita, e conteneva 40 incisioni. Il numero di tavole incluse in ciascuna delle precedenti edizioni dell'opera di Lauro (stampate alla Camera Apostolica nel 1614 in quattro parti, e stampate di nuovo lì nel 1621 in tre parti) fu finalmente stabilito nel 1628 con l'aggiunta del quarto e ultimo libro per un totale di 166 incisioni, che è il numero generalmente accettato per quante incisioni totali Lauro produsse per quest'opera. L'edizione pubblicata da Vitale Mascardi e curata da Giovanni Alto uscì nel 1637. Alto ha aggiunto un indice finale e numerato ciascuna delle incisioni, 2-167, per quest'ultima edizione. Acq.