7 aprile. NN. 1, 2/3, 4. Tutto il pubblicato
7 aprile. NN. 1, 2/3, 4. Tutto il pubblicato | Rare and modern books | Taverna Michele (Dir. Resp.)
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Details
- Year of publication
- 1979
- Place of printing
- Milano; Roma; Firenze
- Author
- Taverna Michele (Dir. Resp.)
- Pages
- pp. 12; pp. 32; pp. 32
- Publishers
- Co.G.E., Tipografia 15 giugno, Edizioni Intermedia
- Size
- cm 47,5x36,5, poi cm 43x29
- Keyword
- politica
Description
Rara collezione completa di questa rivista pubblicata in relazione all'inchiesta del 7 aprile 1979: quel giorno il sostituto procuratore Calogero emise un ordine di cattura nei confronti di Antonio Negri, Luciano Ferrari Bravo, Emilio Vesce, Oreste Scalzone, Franco Piperno, Pino Nicotri, Nanni Balestrini e altri, con l'accusa di aver diretto e organizzato una banda armata, le Brigate Rosse, e aver diretto e organizzato un'associazione sovversiva chiamata Potere Operaio e altre associazioni riferibili all'Autonomia Operaia. Siamo negli anni ‘70, ricordati mediaticamente come "anni di piombo", le lotte sono radicali e diffuse, non mancano gli omicidi, ricordiamo i più noti: Aldo Moro (maggio ‘78), Guido Rossa (24 gennaio ‘79), il giudice Alessandrini (29 gennaio 79), e la repressione dello Stato passa all'azione. La magistratura ritiene di aver individuato la "cupola" delle organizzazioni armate ed emette ordini di cattura a militanti, docenti universitari ed intellettuali per il solo fatto di aver espresso opinioni o scritto testi teorici "sovversivi". In questo senso l'inchiesta fu una delle operazioni giudiziarie più scandalose del secolo scorso, ritenute un "laboratorio" repressivo che verrà utile negli anni a venire. L'inchiesta si divide in due tronconi, uno padovano e l'altro romano, in quest'ultimo a Toni Negri e al giornalista Giuseppe Nicotri vengono attribuite le telefonate a Eleonora Moro durante il sequestro di Aldo Moro, un'accusa talmente grottesca che all'epoca fece ridere anche i polli, non i magistrati, che usarono le accuse più fantasiose. ("associazione sovversiva" si presta assai - basta un numero di telefono in un agenda - per far scontare agli imputati del 7 aprile anni di carcere preventivo). La collezione completa della rivista è composta da 4 numeri in 3 fascicoli, densi di firme autorevoli che eccedono la cerchia ristretta della militanza e che si espongono con una prospettiva critica e garantista alla vicenda. Una grafica ragionata, sarcastica ed essenziale ne rivela i toni di sfida intellettuale e politica: i détournement alle prime pagine rovesciano la narrazione, e al secondo numero propongono un Berlinguer in assetto da giustiziere, un'immagine molto forte che ben rappresenta la contrapposizione tra Il PCI e il garantismo; all'ultimo numero l'immagine del giudice Achille Gallucci (colui che a Roma aveva rigettato le richieste di scarcerazione avanzate dalla difesa nel luglio '79) in versione glamour. All'interno un ricco apparato iconografico in B/N accompagna con sarcasmo deposizioni dei detenuti in carcerazione preventiva, interrogatori, stralci di testi incriminati, interventi di intellettuali (Foucault, Guattari, Asor Rosa, Chomsky, Moroni, Bonomi, Gianni Sassi), giornalisti (Giorgio Bocca), giuristi e avvocati (Viviani, Spazzali). Hanno collaborato tra gli altri: Balestrini, Berardi Bifo, Bonomi, Curcio, Ferrari-Bravo, Franceschini, Gambino, Del Giudice, Magnaghi, Moroni, Novak, Pace, Piperno, Roth, Scalzone, Verità, Vesce, Viviani, Zagato. In ottimo stato.