Don Orione, la sede apostolica e i vescovi d’Italia. Dagli scritti e dalle testimonianze sul fondatore e la Piccola Opera della Divina Provvidenza
Don Orione, la sede apostolica e i vescovi d’Italia. Dagli scritti e dalle testimonianze sul fondatore e la Piccola Opera della Divina Provvidenza | Rare and modern books | Aurelio Fusi
Don Orione, la sede apostolica e i vescovi d’Italia. Dagli scritti e dalle testimonianze sul fondatore e la Piccola Opera della Divina Provvidenza
Don Orione, la sede apostolica e i vescovi d’Italia. Dagli scritti e dalle testimonianze sul fondatore e la Piccola Opera della Divina Provvidenza | Rare and modern books | Aurelio Fusi
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Details
- Year of publication
- 2021
- ISBN
- 9788849867596
- Author
- Aurelio Fusi
- Pages
- 708
- Series
- Spiritualità e promozione umana (1)
- Publishers
- Rubbettino
- Size
- 147×227×48
- Keyword
- Cattolicesimo Romano, Chiesa Cattolica Romana, Storia delle religioni, Italia, Vaticano, XX secolo, 1900–1999
- State of preservation
- New
- Languages
- Italian
- Binding
- Softcover
- Condition
- New
Description
Questo volume, di natura storica, si inserisce in quel tessuto di rapporti apparentemente feriali, che in realtà costituirono l’intreccio della società italiana di fine Ottocento e inizio Novecento. Dalla narrazione emerge la struttura della Chiesa nazionale di quel periodo, fragile per certi aspetti (l’unità d’Italia era recentissima con la perdita, per il Papa, dello Stato Pontificio) eppure tanto dinamica, sotto l’impulso dell’enciclica Rerum novarum di Leone XIII. Anche mons. Bandi di Tortona e Don Orione, in comunione con i papi e i vescovi della penisola, tentarono di dar vita ad una Chiesa vicina alla gente, con lo slogan di “fuori di sacrestia”. La nuova Chiesa si concretizzava per la nascita di Associazioni, Scuole, Colonie agricole e persino Banche rurali per aiutare contadini e artigiani. Don Orione, per il suo ruolo attivo nella Questione romana e per la vicinanza ai modernisti, emerge come “buon samaritano”, capace di ricomporre relazioni e sanare ferite sociali e personali.