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Il furto di Prometeo. Antologia di traduzioni poetiche dai romantici inglesi. Testi originali a fronte

Il furto di Prometeo. Antologia di traduzioni poetiche dai romantici inglesi. Testi originali a fronte | Rare and modern books | Paolo Pedrazzi, Silvio Raffo

Rare and modern books
Paolo Pedrazzi, Silvio Raffo
Robin, 2026
19.00 € 20.00 €
(Torino, Italy)
Free shipping

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Details

  • Year of publication
  • 2026
  • ISBN
  • 9791257144173
  • Author
  • Paolo Pedrazzi
  • Pages
  • 400
  • Series
  • Biblioteca del vascello
  • Publishers
  • Robin
  • Size
  • 229×151×22
  • Keyword
  • Antologie di poesia (vari poeti), Poesia classica, Letteratura dell’Inghilterra, Romanticismo
  • Prefacer
  • Silvio Raffo
  • State of preservation
  • New
  • Languages
  • Italian
  • Binding
  • Softcover
  • Condition
  • New

Description

Come Prometeo che sottrae il fuoco – e la parola – agli dèi, il traduttore ruba qualcosa di ‘sacro’ che, in linea di principio, non gli appartiene: il testo poetico che, nella sua lingua originaria, possiede una forma sonora, ritmica e semantica che sembra inscindibile dalla materia stessa delle parole; il verso di Wordsworth, l’armonia inquieta di Coleridge, l’ardore sensuale e fatale di Keats, l’impeto intellettuale e politico di Shelley, l’ironia tragica di Byron, tutto vive in un equilibrio fragile tra significato e musica, tra pensiero e corpo verbale; intervenire su questo equilibrio, smontarlo e rimontarlo in un’altra lingua, equivale dunque a violare un tempio, a commettere un vero e proprio atto sacrilego perché si altera l’unità dell’opera, perché si osa sostituire una voce con un’altra. Ma, così come quello del fuoco e della poesia, anche il ‘furto’ della traduzione è animato da una culpa felix: se il testo restasse confinato nella sua lingua, infatti, il suo fuoco arderebbe per pochi; sottraendolo, il traduttore lo espone certo al rischio della dispersione, ma anche alla possibilità della sopravvivenza. Valore peculiare assume – proprio nel Romanticismo inglese – questa dialettica poiché i romantici hanno pensato la poesia come forza primigenia, come energia creatrice affine ai poteri della Natura e della mente, hanno diffidato delle mediazioni, delle convenzioni, delle tradizioni irrigidite, dei topoi consueti; tradurli significa, quindi, entrare in rapporto con questo loro stesso ideale di immediatezza, proponendo tentativi sempre nuovi di ‘rubare il fuoco’ per farne nuovamente ‘dono’ al mondo.

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