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Lettera all'amico torinese

Lettera all'amico torinese | Rare and modern books | BENELLI, Sem.

Rare and modern books
BENELLI, Sem.
datata 11 Feb 1915, 1915
350.00 €

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Details

  • Year of publication
  • 1915
  • Place of printing
  • Milano
  • Author
  • BENELLI, Sem.
  • Publishers
  • datata 11 Feb 1915
  • Keyword
  • Autografi
  • State of preservation
  • Good
  • Binding
  • Hardcover
  • Condition
  • Used

Description

>4 pp. In-8 su carta "Hotel Cavour Milano. Prop. Heritiers Suardi, chiaramente e fittamente vergata. Interessante e lunga lettera che parla de Le nozze dei Centauri, poema drammatico in quattro atti, allestita al Teatro Carignano di Torino il 17 apr. 1915 dalla compagnia ''Fert'' diretta da Ermete Novelli, con Lyda Borelli, Leo Orlandini e Romano Calò: "Era mio desiderio venire a Torino da te ma per dure ragioni devo rimandare la mia gita...sono ansioso di farti conoscere queste "nozze dei centauri" e di parlarti dei miei proponimenti"...Parla delle capacità recitative della Borrelli e di Tina di lorenzo: ''Credo che la Borelli ben diretta possa dare alla parte quel risalto di bellezza e compostezza nobile di cui ha bisogno...Credo tu sia nel giusto riconoscendo alla Tina (Tina Di Lorenzo), veri meriti come attrice tragica. ..Avevo visto la Tina, tempo fa, recitare ...Avevo capito quello che la bellissima donna poteva raffigurare per me. Non sempre si può avere quello che si cerca. " Parla poi del suo mutato stato d'animo e della sua nuova visione dell'arte. "...La mia anima s'è mutata rimangono uguali gli impeti e la facoltà che trasfigura l'essere mio nella visione dell'arte; ma un che di maggiore maturità, un che più doloroso, una potenza obbiettiva, serena e triste insieme, è in me apparso per una nuova tranquillità di sensi, che come una chiarezza dopo la tempesta fa nitide tante forme e tanti contorni...". Si congeda in fine dal caro amico:" Io potrei consacrarti gran parte dell'opera mia, ma tu lo sai perché indulgi anche negli errori miei che conosci. Ti abbraccio fraternamente. Salutami la signora e Miranda. Sem"

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