Manoscritto firmato di “Il pericolo”
Manoscritto firmato di “Il pericolo” | Rare and modern books | Nitti, Francesco Saverio
Manoscritto firmato di “Il pericolo”
Manoscritto firmato di “Il pericolo” | Rare and modern books | Nitti, Francesco Saverio
with a minimum amount of 100.00€
Payment methods
- PayPal
- Credit card
- Bank transfer
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Details
- Year of publication
- 1900
- Place of printing
- s.l.,
- Author
- Nitti, Francesco Saverio
- Pages
- 8 carte, scritte al recto a penna blu.
- Size
- 274 x 105 mm,
- Edition
- Documento autografo originale.
- Keyword
- Manoscritti
- Binding description
- fogli sciolti,
- First edition
- False
Description
AUTOGRAFODocumento autografo originale.Esemplare in ottimo stato di conservazione.Manoscritto dell’articolo, a quanto è dato sapere inedito, «Il pericolo» in cui Francesco Saverio Nitti esorta con decisione gli elettori a diffidare delle «candidature burocratiche», ovvero dei candidati che già occupano posizioni statali, siano esse civili o militari. Non datato ma composto a ridosso delle elezioni generali politiche del 3 e 10 giugno 1900, in esso l’allora trentaduenne Nitti – già direttore de «La Riforma Sociale» con Luigi Roux dal 1894 – mette in guardia dall’assenza di libertà e dai molteplici conflitti d’interesse fatalmente associati a un deputato che sia, contemporaneamente, a capo di un’amministrazione pubblica. Ancor peggiore il caso degli ufficiali dell’esercito aspiranti al Parlamento. Senza giri di parole, Nitti scrive a questo proposito: «I generali deputati non hanno mai vinto battaglie […]. Il giorno in cui i nostri figli dovessero andare alla guerra al comando del generale Afan de Rivera (Sottosegretario alla Guerra dal 1896 al 1898 e poi brevemente Ministro dei Lavori Pubblici nel 1898, ndr) o dei sapienti di strategia elettorale, noi li considereremmo in precedenza destinati alla morte». Tra i nomi citati, anche quello di Oreste Baratieri, già deputato del Regno d’Italia dal 1876 al 1897 e processato per abbandono di comando subito dopo la terribile sconfitta nella battaglia di Adua del primo marzo 1896, e quello di Francesco Tedesco, già ispettore generale delle ferrovie e in quel momento candidato giolittiano (poi eletto, dando inizio a una lunga carriera politica) nel collegio di Mirabella Eclano.