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«Noi». Rivista d’arte futurista mensile illustrata [in seconda di copertina] Rivista internazionale dei futuristi. Revue internationale des futuristes. Futurist’s International Review. Internationale Zeitschr. der Futuristen. IIa Serie

«Noi». Rivista d’arte futurista mensile illustrata [in seconda di copertina] Rivista internazionale dei futuristi. Revue internationale des futuristes. Futurist’s International Review. Internationale Zeitschr. der Futuristen. IIa Serie | Rare and modern books | Noi [Prampolini, Enrico, (Diretta Da)]

Rare and modern books
Noi [Prampolini, Enrico, (Diretta Da)]
Movimento Futurista diretto da Marinetti (Grafia S.A.I. - Industrie Grafiche),, 1923-1925
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Details

  • Year of publication
  • 1923-1925
  • Place of printing
  • Roma,
  • Author
  • Noi [Prampolini, Enrico, (Diretta Da)]
  • Pages
  • pp. 16/24/48; 1 velina rosa sottomisura al fasc1; al fasc 6/7/8 1 tavola fuori testo su cartoncino; moltissime illustrazioni su carta patinata.
  • Volume
  • 6 fascicoli,
  • Publishers
  • Movimento Futurista diretto da Marinetti (Grafia S.A.I., Industrie Grafiche),
  • Size
  • in 4° (345 x 250 mm),
  • Keyword
  • Futurismo
  • Binding description
  • brossura a due colori su carta colorata (le combinazioni variano per ciascun numero), prezioso design futurista di Prampolini che rielabora costruttivismo e Bauhaus,

Description

PERIODICO Collezione in complessive ottime condizioni di conservazione, ancora molto brillante nei colori di copertina (che viceversa si trovano spesso malamente evanity). Rara collezione (mancante del solo N 2) della ripresa anni venti di «Noi», la rivista internazionale d’avanguardia fondata da Prampolini nel 1917, uscita per soli quattro fascicoli con cadenza annuale fino al 1920 e poi ferma fino a questa «seconda serie» che prende a uscire con una certa regolarità mensile, almeno nominale, in quattro fascicoli nel corso del 1923 (n. 1, aprile; 2, maggio; n. 3-4, giugno-luglio; n. 5, agosto), seguiti a distanza di svariati mesi da due fascicoli speciali, 6-7-8-9 dedicato a «Teatro e scena futurista» (1924) e il triplo 10-11-12 «consacré aux peintres futuristes Balla · Depero · Prampolini» in occasione della loro partecipazione all’«Exposition internationale des arts décoratif» al Grand Palais de Paris nel novembre 1925 — ovvero l’evento epocale da cui ebbe origine l’«art déco». A un deciso cambio di grafica, in precisa sintonia con quanto si andava producendo nei più avanzati laboratori dell’avanguardia europea, tra Bauhaus e futurismo sovietico, corrisponde l’accentuazione del carattere di ufficialità futurista del foglio, che va ad affiancarsi ai coevi bollettini intestati «Il Futurismo»/«Le Futurisme» (Rivista sintetica ecc.), «Der Futurismus» e «Futurist Aristocracy» quale momento apicale, per grafica e contenuti, del futurismo nella prima metà del decennio 1920-1930. -- Nei primi due fascicoli, ai manifesti che fanno da architrave al rilancio del futurismo post 1919 — «I diritti artistici: propugnati dai futuristi italiani: Manifesto al governo fascista» (n. 1), fondamentale momento di riorganizzazione politica del movimento futurista dopo il fallimento elettorale, e l’«Arte meccanica: Manifesto futurista» (n. 2, in francese nell’ultimo fascicolo), sottoscritto da Paladini, Pannaggi e Prampolini quale architrave teorica del rilancio del futurismo «contro ogni reazione» (n. 3-4, p. 3) — segue un’ampia sezione iconografica ariosamente impaginata con opere di Marasco, Pannaggi, Paladini, Depero, Léger, Van Doesburg, De Pistoris, Gleizes, Archipenko, Zatkova, Belling, Servrancks, Idelson, Belzova, Miklos, Mohr, Nagano. La preziosa tavola fuori testo nel fascicolo quadruplo del 1924 è dedicata al bellissimo «Velocità di un motoscafo» di Benedetta. -- Particolare interesse è riservato all’arte decorativa — a cui è dedicato l’interno numero doppio 3-4, con opere di interior design e decorazione d’interni di Balla (Bal Tic Tac), Marchi (Casa d’arte Bragaglia e progetti), Prampolini (Casa d’arte italiana e progetti) Depero (Cabaret Bottega del Diavolo, arazzi, giocattoli), il «Montmartre» di Praga disegnato da Kroha, i lavori di Belling per il ristorante del Teatro Scala di Berlino, vetrate di Marasco e Van Doesburg, cartelli lanciatori, illustrazione del libro con incisioni di Picasso, Marasco (qui uscì il ben noto e molto riprodotto «Gesto di Marinetti») — e al teatro, a cui è dedicato l’intero numero quadruplo 6-7-8-9 con saggi, manifesti e «sintesi» di Prampolini, Marinetti, Orazi, Gori, Divoire, Angermayer, Walden, Strunke, Kodicek, Huszar, seguita da scelti esempi iconografici delle messe in scena al Teatro degli indipendenti (Pannaggi e Paladini), al Teatro Argentina (Prampolini/Ricciardi), allo Svandovo e al Nazionale di Praga (dove Prampolini declina «Scenosintesi», «Scenoplastica» e «Scenodinamica» e «Architetture spaziali-cromatiche»), «Balli meccanici» e «Balli plastici» (Depero) e altri lavori teatrali di Marasco, Dottori, De Piistoris, Picasso («Tricorne» e «Parade»), Léger («La creation du monde»), Pitoëff, Marcoussis, Survage, Kiesler, Uszar, Schmidt, Vesnine, Exter, Čeliščev (a.k.a. Tchelitchew) e Tatlin, Fuerstein, Strunke, Steopanova, Puni, Boguslawskaya — con un’apertura all’avanguardia europea che rende questo fascicolo una pietra miliare degli studi sul teatro d’avanguardia nel primo Novecento. -- Ai manifesti citati prima fanno seguito il rilancio dell’«Architettura futurista» di Sant’Elia (n. 2) — in mostra da Bragaglia nel 1923 per le cure di Virgilio Marchi — l’«Inegualismo» in francese («A chacun, chaque jour, un métier différent (l’inegalisme)», n. 5), il fondamentale «Le futurisme mondial manifeste à Paris» (n. 6-7-8-9). Non mancano scelte composizioni parolibere, come «sintesi» di Morpurgo, «Stati d’animo disegnati» di Steiner, «Music-halls» di Beauduin (dedicata a Marinetti), «Mahiru no gaidô» di Tai Kambara, «poesie pentagrammate» di Cangiullo e il suo «Piedigrotta» musicato da Franco Casavola. Bibl. Salaris, Riviste futuriste, pp. 445ss.; Cammarota, Futurismo, n.VII.22; Crispolti, Ricostruzione futurista dell’universo, pp. 403-404; Sani, Nota critica a «Noi: ristampa anastatica» (Firenze 1974), pp. 12-19; Michaelides, Futurist Periodicals in Rome (1916-39), in: Oxford Critical and Cultural History of Modernist Magazines vol. 3/1, pp. 570-571; Fanelli & Godoli, Il futurismo e la grafica, cap. La tipografia futurista, tav. III, 7 e pp. 77 n. 22, 80 n. 28, 100 nn. 74-77; The Avant-Garde Applied - La Vanguardia aplicada, p. 167 fig. 10, p. 277 cat. L169; Ilk, Global Avant-garde Typography, p. 218 n. 12; Hulten, Futurismo & futurismi (1986), p. 531.

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