Battaglia navale
Battaglia navale | Prints | LUCCHESI Michele Grechi
Battaglia navale
Battaglia navale | Prints | LUCCHESI Michele Grechi
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Details
- Year of publication
- 1550
- Size
- 355 X 225
- Engravers
- LUCCHESI Michele Grechi
Description
Acquaforte e bulino, 1550/60 circa, firmato in alto M. L. cum privilegio. Da un soggetto di Polidoro da Caravaggio, presumibilmente un disegno ispirato alla Colonna Traiana. Esemplare nel primo stato di due, avanti lâindirizzo di Pietro de Nobili. Magnifica prova, ricca di toni impressa su carta vergata coeva con filigrana âtulipani in uno scudo con stella (cfr. Woodward nn. 124-125), con ampi margini, in perfetto stato di conservazione. Incisa e pubblicata da Michele Lucchese (come indicherebbe lâindicazione del privilegio dopo la firma), lâopera confluì - probabilmente fu acquistata â nella tipografia Lafreri. La lastra, infatti, assieme al suo pendant, è presente nellâinventario di Lafreri (1573, n. 257) descritta come Due battaglie cauate da fragmenti antiÂchi. Le due battaglie furono ereditate da Stefano Duchetti; insieme a quella incisa dal Maestro del Dado, compaiono nellâinventario di Duchetti (1581, n. 32) descritte come Trei battaglie nauale (cfr. V. Pagani 2008a, allegato A) e successivamente nel catalogo di Pietro deâ Nobili (1584) come Battagli navali di polidori pezzi 3 (cfr. E. Lincoln 2000, p. 185). Michele Grechi Lucchesi (attivo a Roma tra il 1539 e il 1564) fu acquafortista, incisore e stampatore. Nei documenti che lo riguardano compaiono alternativamente i nomi Nichele Crechi, Crecchi, Greco, Grechi, Lucchese, da Lucca, Lucano o lucensis, oppure i monogrammi M.L. e MI. LV. Il suo nome appare nel Libro delle Arti e Università dei Pittori (Archivio Accademia di S. Luca), in cui è riportata la tassa dâiscrizione di 2 scudi. Nel 1551 si registra la sua presenza a servizio del Cardinal Sforza: âmastro Michael da Luca pittore de Cardinale Santa Fioreâ. Le sue stampe sono datate tra il 1547 - 64, alcune su richiesta di Giulio Ascanio Sforza: lâacquaforte Crocifissione di San Pietro, ripresa da Michelangelo, e un insieme di fantasie architetturali datate 1547. Realizzò incisioni da opere di Polidoro da Caravaggio, Raffaello e Peruzzi. Lâopera appartiene allo Speculum Romanae Magnificentiae, la prima iconografia della Roma antica. Lo Speculum ebbe origine nelle attività editoriali di Antonio Salamanca e Antonio Lafreri (Lafrery). Durante la loro carriera editoriale romana, i due editori - che hanno lavorato insieme tra il 1553 e il 1563 - hanno avviato la produzione di stampe di architettura, statuaria e vedutistica della città legate alla Roma antica e moderna. Le stampe potevano essere acquistate individualmente da turisti e collezionisti, ma venivano anche acquistate in gruppi più grandi che erano spesso legati insieme in un album. Nel 1573, Lafreri commissionò a questo scopo un frontespizio, dove compare per la prima volta il titolo Speculum Romanae Magnificentiae. Alla morte di Lafreri, due terzi delle lastre di rame esistenti andarono alla famiglia Duchetti (Claudio e Stefano), mentre un altro terzo fu distribuito tra diversi editori. Claudio Duchetti continuò lâattività editoriale, implementando le lastre dello Speculum con copie di quelle âperduteâ nella divisione ereditaria, che fece incidere al milanese Amborgio Brambilla. Alla morte di Claudio (1585) le lastre furono cedute â dopo un breve periodo di pubblicazione degli eredi, in particolare nella figura di Giacomo Gherardi - a Giovanni Orlandi, che nel 1614 vendette la sua tipografia al fiammingo Hendrick van Schoel. Stefano Duchetti, al contrario, cedette le proprie matrici allâeditore Paolo Graziani, che si associò con Pietro de Nobili; il fondo confluì nella tipografia De Rossi passando per le mani di editori come Marcello Clodio, Claudio Arbotti e Giovan Battista de Cavalleris. Il restante terzo di matrici della divisione Lafreri fu suddiviso e scisso tra diversi editori, in parte anche francesi: curioso vedere come alcune tavole vengano ristampate a Parigi da Francois Jollain alla metà del XVII secolo. Diverso percorso ebbero alcune lastre stampate da Antonio Salamanca nel suo prim.