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Marianus Socinus Senensis

Marianus Socinus Senensis | Prints | VICO Enea

Prints
VICO Enea
1566
300.00 €
(Roma, Italy)

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Details

  • Year of publication
  • 1566
  • Size
  • 160 X 220
  • Engravers
  • VICO Enea

Description

Ritratto del giurista Mariano Socini il Giovane (Siena 1482 - Bologna 1556). Nipote di Mariano il Vecchio, insegnò nelle università di Pisa, Siena e Bologna. Ebbe grande fama di avvocato. Il ritratto appartiene alla famosa serie Illustrium iureconsultorum imagines quae inveniri potuerunt ad vivam effigiem expressae. Ex Musaeo Marci Mantuae Benavidij Patavini iureconsulti clarissimi pubblicata a Roma da Antonio Lafreri nel 1566. Si tratta di una importante raccolta di ritratti di 47 famosi avvocati italiani della collezione di Marco Mantova Benavides. Le prime 24 furono pubblicate nel 1566 da Antoine Lafréry; le restanti 23 furono pubblicate nel 1570 da Bolognino Zaltieri. Le tavole pubblicate da Lafréry sono attribuite a Enea Vico per motivi stilistici e indiziari. Assomigliano a serie prodotte da Vico negli anni '40 del secolo ed è molto probabile che, come quelle, anche queste siano state incise alcuni anni prima della pubblicazione da parte di Lafreri nel 1566. Scrive Alessia Alberti: “Il frontespizio, anche qui architettonico, assume una precisa valenza allegorica e rinvia, tramite le figure di Fortezza (a sinistra, con una colonna), Giustizia (in alto, con spada e bilancia) e Prudenza (a destra, con specchio e serpente), al tema della virtù. A questo fanno seguito, senza soluzione di continuità, ventiquattro tavole calcografiche con le effigi a piena pagina dei giureconsulti organizzate secondo un criterio di tipo cronologico. L’attenzione è concentrata sui volti e la sola componente testuale risiede nelle lapidarie didascalie poste nel margine inferiore, con il nome, in qualche caso la provenienza, seguiti dalla data del floruit e dal numero della tavola. Questo taglio della pagina contribuisce a conferire alla serie un’apprezzabile uniformità, malgrado l’eterogeneità dei modelli – probabilmente dipinti, a loro volta ispirati a svariate fonti in pittura, scultura, medaglie – che a quel tempo erano conservati nella collezione privata dell’autore di questo libro, il giurista padovano Marco Mantova Benavides (1489-1582), e che successivamente sono andati dispersi. La scelta di non inserire anche testi tipografici è forse da leggere qui in relazione a un’opera sullo stesso argomento che Mantova Benavides aveva pubblicato qualche tempo prima, Epitoma Virorum Illustrium qui vel scripserunt, vel iurisprudentiam docuerunt in Scholis et quo tempore etiam floruerunt, Padova, Grazioso Percacino, 1555, una rassegna più ampia ma priva di corredo iconografico, di cui l’impressione lafreriana ha illustrato una selezione di personaggi. Restano ancora da definire i contorni del rapporto tra l’autore del libro Mantova Benavides e l’editore Lafréry. I loro nomi infatti risultano già in precedenza associati a un’incisione edita a Roma nel 1553 da Lafréry, raffigurante il colossale Ercole in scultura eretto da Bartolomeo Ammannati nel cortile del palazzo Mantova Benavides a Padova. È plausibile che il tramite e l’innesco per la collaborazione tra i due possa essere stato l’incisore Enea Vico – cui è attribuibile il bulino dell’Ercole Benavides –, che risulta legato tanto al collezionista padovano quanto a Lafréry. […] Dopo la morte di Lafréry i rami di questa serie sono stati assegnati a Stefano Duchet, che li ha ceduti nel 1581 a Paolo Graziani («27 Pezi de Jurij consulti»); sono stati quindi acquistati da Pietro De Nobili (1585), il cui nome compare sul frontespizio nelle edizioni tarde. Questa serie di ritratti ha conosciuto una fortuna immediata e sono diversi gli esempi che si contano di una recezione in pittura, nelle stampe e nell’editoria libraria”. Bulino, privo di firma ed indicazioni editoriali. Esemplare nel primo stato di due, avanti l’indirizzo di Pietro de Nobili. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva, alcune ossidazioni, per il resto in ottimo stato di conservazione. Bibliografia Alessia Alberti, La Raccolta La.

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