Due volumi in ottavo, legature moderne in mezza pergamena con titoli su tassello, cm 15 x 10, pp (184) 469 (3), 473-919 (3). Su entrambi i frontespizi vignetta con grifone e motto «VIRTUTE DUCE - COMITE FORTUNA»; presente tre volte l’impresa del grifo, nel primo tomo dopo l’INDEX (carta D7, bianca la D8) e al verso dell’avviso dell’editore in calce al volume (carta nnn6), nel secondo nell’ultima carta (zzzzz8). Antiche firme di proprietà sui frontespizi, su queste apposta una firma ex libris moderna timbrata (ripetuta sulle sguardie); solida legatura primo novecentesca, esemplare molto rifilato, con margini talvolta secanti i titoli correnti in testa, e con qualche alone e segno del tempo. Modesto esemplare ma ben completo delle marche e delle carte bianche, e del tutto fruibile. I sedici trattati sono curiosamente segnati da piccole etichette circolari applicate, sporgenti per metà, al margine della carta iniziale di ciascuna sezione; questi segnapagina risalgono presumibilmente agli anni ’30/’40 e portano illustrazioni di carattere medico con didascalia in latino o greco. Edizione veneziana, prima per i tipi di Giovanni Griffio, dei «Sedici Libri di Medicina» di Aezio di Amida, «the first important Christian writer on Medicine» (Whittington). Composti all’inizio del VI secolo e raccolti tradizionalmente in quattro «tetrabilia», i trattati offrono, unendo osservazioni dell’autore ad un’estesa compilazione di opere, anche perdute, di Galeno, Archigene e altri autori greci, una summa del sapere medico bizantino e un’impagabile testimonianza sulla pratica terapeutica dell’epoca, con numerose ricette di preparati galenici e alcune tra le prime attestazioni presso scrittori cristiani delle formule magiche e degli amuleti in uso presso gli Egizi (v. Smith). Nell’opera di Aezio, originario della Mesopotamia e formatosi ad Alessandria, sono introdotte nell’uso farmaceutico sostanze fino ad allora ignote in Occidente, come i chiodi di garofano e la canfora, e per la prima volta compare il termine acne. I primi libri sono dedicati ai semplici (I, II), alla somministrazione dei preparati (III) e al De Salute Tuenda di Galeno (IV), i seguenti trattano principalmente delle febbri (V), delle malattie del capo, cerebrali e nervose, e dell’idrocefalia secondo Leonida di Alessandria (VI), delle malattie degli occhi (VII) della bocca e delle affezioni respiratorie (VIII), di stomaco, cuore e organi interni (IX), del fegato (X), di reni, diabete, vescica, priapismo e malattie veneree (XI), di dolori articolari e artrite (XII), di morsi di animali, infezioni, avvelenamenti, elefantiasi e malattie della pelle (XIII), di affezioni urologiche, infiammazioni, ulcere e ascessi (XIV), dei tumori e della scrofola (XV), dell’ostetricia (XVI). I Sermones sono qui presentati nella versione latina dell’umanista tedesco Johan Haynpol, amico di Erasmo e impegnato nel secondo quarto del Secolo XVI in un’estesa opera di traduzione dei medici greci. Haynpol aveva dapprima lavorato ai Tetrabiblia col Montano e li aveva poi tradotti integralmente per Froben nel 1542, aggiungendovi in appendice alcune note su pesi e misure tratte da Paolo di Egina. L’edizione veneziana qui proposta riprende l’impostazione di quella di Lione del 1549 includendo, oltre ai suddetti scritti, due libri di Scholia del botanico provenzale Hugues de Soliers, a commento del primo (flora) e del secondo (minerali e sostanze di origine animale) libro di Aezio. Facendo riferimento all flora della Provenza e del Delfinato De Solier presenta un elenco di circa 200 «semplici» con nomenclatura greca, latina, francese, italiana e in varianti linguistiche occitane. Questi Scholia, unica opera data alle stampe dall’autore, offrono un dettagliato ritratto della flora delle montagne del Delfinato nel XVI Secolo, apprezzato e citato dai naturalisti dell’epoca come Mattioli. Precedono Sermones e Scholia due lettere dedicatorie di Haynpol e de Solier, datate 1541 e 1549, e un indice generale; ciascun libro è inoltre accompagnato da proprio indice. Il primo tomo non è datato, ma presumibilmente risale allo stesso anno della princeps lionese, mentre il secondo porta la data del 1553. Wellcome, I p. 4, n. 52; Durling, A Catalogue of Sixteenth Century Printed Books in the National Library of Medicine, 50, p. 8.; Whittington, Medical History from the Earliest Times, p. 129: «the first important Christian writer on medicine»; Legré, La Botanique en Provence: Hugues de Solier, p. 17: «Les Scholies … forment ainsi un travail distinct, et en quelques sorte indépendant du texte d’Aetius»; Brunet I, 40 (altra edizione); Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1870, p. 53.