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 “Irrigazioni che si fanno con l'acqua del fiume Tartaro… con l'acque del Piganzo…”

Rare and modern books
MANTOVA
Mantova, 1764, , 1764
4800.00 €
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Details

  • Year of publication
  • 1764
  • Place of printing
  • Mantova
  • Author
  • MANTOVA
  • Pages
  • pp.
  • Publishers
  • Mantova, 1764, 
  • Keyword
  • Libri Antichi
  • Binding description
  • Brossura muta
  • State of preservation
  • Good
  • Binding
  • Softcover
  • Condition
  • Used

Description

>Volume in folio, (375x260) legatura coeva in cartone rustico,  titolo manoscritto al piatto anteriore. Otto tavole incise di circa 60x80 cm, e  ampi margini con barbe.  La prima tavola presenta il titolo entro riquadro posto in alto a sinistra : “Irrigazioni che si fanno con l'acqua del fiume Tartaro… con l'acque del Piganzo…”, ma quasi tute le tavole hanno cartigli con diciture varie, le ultime due riguardanti Molinella. Di notevole interesse paiono le ubicazioni e denominazioni delle fattorie e soprattutto dei mulini a vento.
La questione delle irrigazioni del territorio e degli alvei del Mincio, dell'Adige e del Po fu centrale per secolo per lo sviluppo del territorio di Mantova. Fu seriamente regolato nel 1764 dal Trattato detto del Tartaro. Le tavole sono numerate da I a VIII,  non sono firmate, si tratta probabiilmente dei progetti del Geom. Antonio Maria Azzalini (Prefetto generale delle acque del Ducato di Mantova, si dedicò alla sistemazione del Ponte dei Mulini di Mantova. Nel 1750, disegnò ed iniziò i lavori di ristrutturazione della conca del Bertazzolo a Governolo, che regolava le acque del Mincio nella città di Mantova).
L'acqua per Mantova costituisce un elemento naturale e la storia e lo sviluppo della città e del contado sono strettamente correlati ad essa. Il primo fondamento giuridico dell'uso delle acque nel mantovano risale al 1416, con l'editto emanato da Gian Francesco Gonzaga, primo Marchese di Mantova, ma è con il Trattato del 25 giugno 1764, che viene stabilito il piano d'irrigazione per il territorio mantovano con utilizzo delle acque dei canali Fossa di Pozzolo e Molinella, in precedenza oggetto di dissidi con i confinanti. Anticamente il fiume Mincio si dirigeva verso l'Adriatico senza sfociare in Po e nel 989 un'alluvione avrebbe modificato l'alveo dell'Adige verso il Mincio, deviato a sfociare in Po. Sotto la dominazione di Maria Teresa d'Austria, il lago Paiolo è stato prosciugato per problemi di ordine igienico-sanitario ed è soltanto verso la fine del secolo XIX si avviarono interventi sulla rete idrografica esistente.
La presente cospicua serie - importante perché contemporanea al Trattato del 1764, che progetta l'irrigazione per il mantovano mediante delle acque dei canali Fossa di Pozzolo e Molinella – manca al Fondo “Mappe delle acque e risaie”, che costituisce una delle serie cartografiche più importanti conservate presso l'Archivio di Stato di Mantova. Si tratta di una miscellanea, simile nella struttura alle tante analoghe raccolte che si sono formate a partire dal Settecento presso i principali istituti di concentrazione documentaria italiani ed europei, di oltre 900 pezzi, numerati da 1 a 797, prodotti tra il XVII e il XIX secolo dagli uffici e dalle magistrature operanti nel periodo gonzaghesco e durante le successive dominazioni asburgica, francese e della Restaurazione.
Magnifico esemplare, freschissimo, Al contropiatto anteriore ex-libris inciso tardo settecentesco - con stemma marchionale della panoplia con lo scudo con al centro una stella - della famiglia Dionisi, tra le più antiche della nobiltà di Verona: il marchese Gabriele (1719-1808) fu l'artefice della ristrutturazione della villa a Ca' del lago di Cerea nonché del riordino e aggiornamento della biblioteca. La famiglia Dionisi aveva destinato al piano nobile la funzione di libreria e sala di lettura, precoce esempio di centro culturale dove si riunivano artisti e letterati. Dopo la dispersione delle migliaia di volumi del fondo antico, conserva ora i libri sul mobile d'arte contemporaneo della Fondazione Aldo Morelato.  

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