Anime primitive. Figure di celluloide, di peluche e di carta
Anime primitive. Figure di celluloide, di peluche e di carta | Rare and modern books | Alain-Philippe Michaud
Anime primitive. Figure di celluloide, di peluche e di carta
Anime primitive. Figure di celluloide, di peluche e di carta | Rare and modern books | Alain-Philippe Michaud
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Details
- Year of publication
- 2023
- ISBN
- 9788822906397
- Author
- Alain-Philippe Michaud
- Pages
- 264
- Series
- Quodlibet studio. Corpi
- Publishers
- Quodlibet
- Size
- 223×161×27
- Keyword
- Filosofia: estetica, Teoria dell’arte
- State of preservation
- New
- Languages
- Italian
- Binding
- Softcover
- Condition
- New
Description
Quindi è un libro di cinema? Non esattamente, o meglio, non soltanto, anche se tratta di immagini animate o di animazione. Parla piuttosto di disegno e di giochi, di trance, di sogno, di spettri, di unione e disgiunzione dell’anima e del corpo. Un libro di storia dell’arte, di antropologia, di filosofia? Non direi, anche se prendo a prestito concetti di queste discipline per raccontare una storia che in fondo è la storia di tutte le storie: quella della trasformazione del corpo in figura e della sua comparsa nella rappresentazione. Cerco le tracce di questo fenomeno nelle forme più disparate, dall’universo di Krazy Kat o di Little Nemo, al cinema burlesco o scientifico, dal tarantismo del Sud d’Italia alle mitologie indoamericane. E perché il titolo Anime primitive? Le anime primitive sono le anime separate, come lo sono le figure. Perché una figura appaia bisogna che un corpo scompaia: la figurabilità non è altro che il racconto di una separazione. È per questo che la questione della rappresentazione è così connessa al lutto e a sua volta il lutto ci rimanda sempre all’enigma della rappresentazione. «In L’anima primitiva, Lucien Lévy-Bruhl descrive i morti, o meglio i fantasmi, come degli esseri che somigliano ai vivi ma sono “incompleti e decaduti”: al momento delle loro apparizioni hanno piuttosto l’aria di fantasmi o di ombre, anziché di esseri reali. Hanno un corpo simile al nostro, ma senza consistenza o spessore. Alla logica dell’essere si sostituisce quindi una logica dell’apparire: i ghosts sono figure persistenti che si caricano di un effetto di ritardo o di sospensione».