Details
Place of printing
In Firenze.
Author
(Scipione De' Ricci) .
Publishers
Per Gaetano Cambiagi Stampatore Granducale.
Keyword
Censura - Giansenismo - Storia Ecclesiastica
Description
In-4° (cm 29,5 x 22), legatura ottocentesca in cartonato alla rustica (mancante il primo foglio di guardia, con distacco interno della coperta); pp. (2) bianche, (6) di occhiello, frontespizio e Indice, 175(3), con gli Errata alla penultima pagina. Questa Apologia è opera del vescovo di Pistoia e Prato Scipione de' Ricci, che operò per una riforma giansenista della Chiesa, in accordo col Granduca di Toscana Pietro Leopoldo. Con essa si confutano le critiche che quattordici vescovi e arcivescovi toscani sollevarono - attraverso una Supplica al Granduca - contro alcuni scritti pubblicati in Pistoia in concomitanza col Sinodo convocato da De Ricci nel 1786. All’apertura di tale Assemblea (23 aprile - 5 giugno 1787) le sorti delle riforme ricciano-leopoldine erano tuttavia già segnate, grazie al ricompattamento decisivo, intanto verificatosi, della maggioranza moderata e antiriformatrice dell’episcopato toscano, e agli abili interventi di Roma attraverso l’azione diplomatica del nunzio pontificio a Firenze. L'Avviso dell'autore si conclude così: 'Quattordici Prelati in seguito dell'udienza accordata dal Real Sovrano credettero di dovere umiliargli una Supplica, cui erano annesse due Censure di alcuni libri pubblicato colla data di Pistoia. Furono passate le carte al Vescovo di Pistoia e Prato, il quale si è creduto in dovere di farvi l'opportuna replica che unitamente ai documenti contrarj si presenta al giudizio del pubblico imparziale.' Scipione DE' RICCI (Firenze, 1741 - Rignana, 1810) fu vescovo di Pistoia e Prato dal 1780 al 1791. Aderì al giansenismo e cercò di riformare la propria diocesi secondo i dettami di tale dottrina. Cercò di affermare il proprio pensiero convocando un sinodo, passato alla storia come Sinodo di Pistoia, promosso assieme al teologo e giurista Pietro Tamburini. L'accoglienza negativa che fu riservata a tale iniziativa, prima dal clero toscano ed in seguito dalla Santa Sede, fece sì che Scipione si trovasse in una posizione sempre più isolata. Quando, nel 1790, il Granduca divenne Imperatore del Sacro Romano Impero facendo perdere al vescovo anche l'appoggio politico, scoppiarono dei tumulti che lo costrinsero alla fuga ed infine, nel 1791, rinunciò alla diocesi. Perseguito dal giudice reazionario Luigi Cremani, nel 1799 dovette ritrattare pubblicamente le proprie idee con un atto di sottomissione. Ottimo esemplare, fresco e in barbe, impresso su carta vergellato molto forte.