Arcadia del Sannazaro.
Arcadia del Sannazaro.
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Details
- Year of publication
- 1515
- Place of printing
- Venezia
- Author
- SANNAZARO, Iacopo.
- Pages
- pp.
- Publishers
- Impresso in Vinegia nelle case d''Alessandro Paganino, nel mese
- Keyword
- Libri Antichi
- State of preservation
- Good
- Binding
- Hardcover
- Condition
- Used
Description
>in-24 (mm 103x53), ff. lxxx numerati in basso a destra (segn.: A-K8), legatura posteriore ad imitazione antica, titolo su tassello e fregi oro al dorso, ricca bordura oro ai piatti, tagli dorati. Edizione rara: solo 4 esemplari in biblioteche italiane. Importante è l'annuncio ai lettori posto a pag. lxxix, tra il colophon e l'esauriente errata: “Mosso dallo stimolo dell'ardentissimo amore ch'io, Lettori miei, sempre portai e porto alla pubblica utilità , ritrovai questa picciola formetta di novo e bellissimo carattere di letere, le quali alla penna assomigliano… vi annuncio che presto… in questa istessa formicciuola averete tutti i nuovi Poeti Latini meglio assai corretti di quanti sin ora sono stati impressi”. Questa postfazione costituisce un ambizioso programma editoriale molto simile a quelli pubblicati da Aldo pochi anni prima. "In questa innovativa veste, stampò alcuni testi fondamentali della letteratura volgare coeva: Petrarca, gli Asolani di Bembo, l'Arcadia di Sannazaro. È evidente l'ispirazione manuziana dell'operazione, principiata nello stesso anno della morte di Aldo (1515) e imitata nel costume umanistico dell'aggiunta di dediche e testi introduttivi al lettore" (A.Nuovo). Buon esemplare completo, abile restauro a due fori di tarlo all'ultimo foglio. Catalogo della mostra "Alessandro Paganini tipografo a Toscolano" 2008. A.Novo: “La collezione in ventiquattresimo è uno dei nodi dell'editoria di Alessandro: le è affidato un programma preciso e coerente… converrà tenere presente le invenzioni e gli spunti fecondissimi di Aldo e da questi ricostruire un disegno che, con mira più modesta, tempestivamente rispondeva alle nuove esigenze dei lettori, e quindi anche all'innegabile ridimensionamento della grande scuola umanistica italiana".