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Artigli | Rare and modern books | Pezzani, Renzo (Prefazione Di Alceste De Ambris)
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Details
- Year of publication
- 1922-1923
- Place of printing
- Parma,
- Author
- Pezzani, Renzo (Prefazione Di Alceste De Ambris)
- Pages
- pp. 121 [7 compresa l’ultima carta bianca]; testo in cornice rossa, stampa a due colori, capilettera, fregi e ill. xilografiche in rosso n.t. di Carnerini
- Publishers
- ETO Edit (Tipografia Cooperativa «La Commerciale»),
- Size
- in 8°,
- Edition
- Edizione originale.
- Keyword
- StoriaFuturismoPoesia Italiana del '900
- Binding description
- brossura in carta arancione stampata in nero, lettering xilografico di «Carnerini»;
- First edition
- True
Description
LIBROEdizione originale.Esemplare con indicazione di primo migliaio al colophon (ne esistono in secondo migliaio), in ottime condizioni di conservazione, freschissimo e pulito.Rarissima e raffinata edizione pubblicata «in Parma aurea il XXVIII novembre dell’anno MCMXXII - per la più pura gloria del fante - contadino d’Italia eroica espressione della gleba»; libro completamente «ornato» dai fregi e dalle vignette incise nel legno da Carnerini, con la prefazione del campione fiumano Alceste De Ambris, l’opera è un concentrato di ideologia ardito-socialista fotografata in presa diretta, subito a seguire gli eventi fiumani e prima dell’ascesa definitiva del fascismo — che come noto ebbe rapporti tutt’altro che idilliaci con questa frangia di appassionati reduci di guerra. Renzo Pezzani negli anni venti diverrà punto di riferimento parmense per il movimento futurista, assieme all’istrionico Pietro Illari: Pezzani dirigerà la «Difesa artistica» (1921-1923), uscita per i tipi della stessa ETO che pubblica questa opera (era la casa editrice di Pezzani), entro le cui pagine vengono ospitati i primi due numeri di «Rovente» dell’Illari. -- Solo cinque esemplari in ICCU, quasi tutte copie speciali (Casa Carducci, la copia di Flora; Raimondi, la copia mutila di Carlo Calcaterra; Vittoriale; Apice; Marconi, la copia di Auro d’Alba; infine l’esemplare d’obbligo della Centrale di Firenze); è solo la seconda volta che ci capita di registrarlo in catalogo.Bibl.: Cammarota, Futurismo, 373.2