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Bottega di Poesia. Luigi Crisconio. Mostra personale

Rare and modern books
Saverio Procida
s.e., 1926
130.00 €
(Asti, Italy)
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Details

  • Year of publication
  • 1926
  • Place of printing
  • Milano
  • Author
  • Saverio Procida
  • Publishers
  • s.e.
  • Keyword
  • simple, storia dell'arte

Description

In 8 (cm 17,5 x 20), pp. 15 + (3) con 4 tavole finali con riproduzioni di opere in bianco/nero ciascuna protetta da velina. Brossura editoriale con qualche lieve danno riparato al dorso e lievi taglietti al margine superiore dei piatti. Catalogo della mostra con testo introduttivo, elenco delle opere esposte e tavole finali. Luigi Crisconio (Napoli, 1893 - Portici, 1946) e' considerato uno dei protagonisti della pittura napoletana del primo Novecento. Nel 1911 perse il padre e gli subentro' nella conduzione della cartoleria di cui era proprietario. Ma la sua vocazione era la pittura. Si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Napoli dove si diplomo' nel 1919. "Pur muovendo i primi passi nel solco della grande civilta' pittorica meridionale, affine al vedutismo di tradizione, egli si distacco' dai contenuti ad essi collegati per conquistare un linguaggio autonomo e schiettamente contemporaneo" (Rosario Caputo, "Omaggio a Luigi Crisconio"). Se l'arte di Crisconio non fu bene accetta dal mercato collezionistico napoletano, marcatamente tradizionalista, trovo' invece amatori presso la media borghesia, ai quali cedeva a poco prezzo le sue opere. Dopo la morte ricevette da parte della critica quell'attenzione che non aveva ricevuto in vita. Bottega di Poesia, galleria d'arte e casa editrice, con sede in via Monte Napoleone 14, fu fondata nel 1920 dal conte Emanuele di Castelbarco, da Walter, figlio di Arturo Toscanini, e da Alessandro Piantanida. Fino al 1927 (anno in cui chiuse) fu crocevia di incontro della nobilta' locale ed internazionale, di scrittori ed artisti. L'attivita' espositiva era indirizzata sia verso artisti meno noti che verso artisti ormai storicizzati di arte divisionista. La vera anima della galleria fu il conte Castelbarco, scopritore di talenti, ma lui stesso pittore. Le attivita' della galleria e della casa editrice, di orientamento raffinato e poco commerciale, erano molto dispendiose, per cui il fallimento, e la chiusura, arrivarono dopo 7 anni dall'apertura.

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