Delle operette morali del conte Giacomo Leopardi [Dialogo di Timandro ed Eleardo; Dialogo di Cristoforo Colombo e Pietro Gutierrez; Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare]. Primo saggio [in: «Antologia Vieusseux»]
Delle operette morali del conte Giacomo Leopardi [Dialogo di Timandro ed Eleardo; Dialogo di Cristoforo Colombo e Pietro Gutierrez; Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare]. Primo saggio [in: «Antologia Vieusseux»] | Rare and modern books | Leopardi, Giacomo
Delle operette morali del conte Giacomo Leopardi [Dialogo di Timandro ed Eleardo; Dialogo di Cristoforo Colombo e Pietro Gutierrez; Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare]. Primo saggio [in: «Antologia Vieusseux»]
Delle operette morali del conte Giacomo Leopardi [Dialogo di Timandro ed Eleardo; Dialogo di Cristoforo Colombo e Pietro Gutierrez; Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare]. Primo saggio [in: «Antologia Vieusseux»] | Rare and modern books | Leopardi, Giacomo
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Details
- Year of publication
- 1826
- Place of printing
- Firenze,
- Author
- Leopardi, Giacomo
- Publishers
- Al Gabinetto Scientifico e Letterario di G.B. Vieusseux -, Tipografia di Luigi Pezzini.
- Size
- in 8°,
- Edition
- Edizione originale.
- Keyword
- FilosofiaNarrativa Italiana dell' 800Poesia Italiana dell' 800
- First edition
- True
Description
LIBROEdizione originale.Edizione originale delle prime tre operette pubblicate nel tomo XXI fasc. LXI dell’”Antologia” che occupano le pagine da 25 a 43. Le operette sono: Dialogo di Timandro ed Eleardo; Dialogo di Cristoforo Colombo e Pietro Gutierrez; Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare. Nonostante nel titolo ci sia “Primo saggio” nessun altra operetta fu pubblicata fino alla definitiva raccolta del 1857 impressa a Milano da Antonio Stella. Precede una lettera del Giordani al direttore della rivista dove tra l’altro scrive:«. Esse [le Operette] non abbisognano delle mie lodi: e per i molti e grandi lor pregi saranno facilmente di buon giudizio dei pochi raccomandate all’attenzioni del pubblico». Non contento fu Leopardi che così scriveva: «Vi ringrazio dell’onore che avete fatto ai miei dialoghi, di pubblicarli nel vostro giornale, benché io m’avvenga di non aver saputo spiegare a Giordani il mio desiderio in questo proposito .». Cfr Mazzatinti-Menghini 657.