Forse che sì. Joyce fra Pascoli e Gadda
Forse che sì. Joyce fra Pascoli e Gadda | Rare and modern books | Andrea Cortellessa
Forse che sì. Joyce fra Pascoli e Gadda
Forse che sì. Joyce fra Pascoli e Gadda | Rare and modern books | Andrea Cortellessa
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Details
- Year of publication
- 2025
- ISBN
- 9788822907554
- Author
- Andrea Cortellessa
- Pages
- 96
- Series
- Elements
- Publishers
- Quodlibet
- Size
- 187×112×16
- Keyword
- Joyce, James, Pascoli, Giovanni, Gadda, Carlo Emilio, Studi letterari: 1800–1900 ca., Studi letterari: 1900–2000 ca., Studi letterari: narrativa, romanzieri e scrittori di prosa, Inglese, Italiano
- State of preservation
- New
- Languages
- Italian
- Binding
- Hardcover
- Condition
- New
Description
Il 2 febbraio 1922 usciva a Parigi, dopo lungo travaglio, il romanzo che ha rivoluzionato la narrativa moderna, Ulysses di James Joyce: capolavoro non solo dell’incontro fra linguaggi ma anche fra nazionalità. Nel mare di parole del romanzo, Andrea Cortellessa si concentra sul famoso «Yes» più volte pronunciato da Molly Bloom nell’episodio finale, «Penelope», mettendolo a confronto con un altro «Sì» conclusivo pronunciato da un’altra Molly, la bambina figlia di emigrati italiani in Italy, il racconto in versi di Giovanni Pascoli (1904) dedicato all’esilio e all’emigrazione. C’è poi il «No» che grida Assunta, sospettata dell’omicidio Balducci, alla fine di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda (1957). Alla fine di tre capolavori della letteratura europea moderna, questi due «sì» e un «no» sembrano rispondersi come in un dialogo a distanza. Ma se non sono mancate congetture su una possibile influenza di Joyce su Gadda, mai era stata fatta l’ipotesi di un influsso di Pascoli su Joyce: ancorché questi conoscesse la sua poesia e avesse ovvi motivi d’interesse per un testo come Italy, epica narrazione dell’esilio scritta in uno stile plurilingue. Se non c’è prova di un’eco intenzionale, l’impressionante coincidenza spinge a una rilettura del percorso di Joyce sui temi del nazionalismo, della “purezza” linguistica, del rapporto col femminile e con l’identità ebraica: ripensamenti brucianti che ricordano quelli del già emigrante Gadda nei confronti del fascismo. Tre piccolissime parole – due «sì» e un «no» – guidano una ricerca che ha della quête indiziaria, forse, più che del saggio letterario tradizionale.