I giorni sensibili
I giorni sensibili
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Details
- Year of publication
- 1941
- Place of printing
- Firenze,
- Author
- Parronchi, Alessandro
- Pages
- pp. 75 [1].
- Publishers
- Vallecchi Editore,
- Size
- in 16°,
- Edition
- Edizione originale.
- Keyword
- Poesia Italiana del '900
- Binding description
- brossura avorio stampata in nero ai piatti e al dorso,
- First edition
- True
Description
LIBROEdizione originale.CON AUTOGRAFO.Eccezionale esemplare: la copia di Franco Fortini, pregiata dalla dedica autografa: «A Franco, amichevolmente, Sandro, Firenze 1941». Fortini e Parronchi si conobbero all’università nei primi anni trenta e rimasero quindi in buoni rapporti — nonostante differenti percorsi politici e culturali — per tutta la vita. Brunitura al dorso e ai bordi delle pagine, con qualche fragilità perimetrale e minime mancanze all’angolino alto delle prime tre carte; sporadici leggeri segni d’attenzione al testo, in matita. Più che buone condizioni di conservazione.Raccolta d’esordio del poeta fiorentino amico di Fortini, Luzi e Pratolini, sponsorizzato da Carlo Betocchi. Al piè pagina dell’antifrontespizio la specifica «Settembre 1937-Maggio 1940». Il libro è aperto — «con un attacco senza riscontri nei contemporanei» (Lenzini, voce DBI) — da una lunga prosa, che occupa quasi metà libro: «Al di qua di una sera». -- «Con la pubblicazione della raccolta “I giorni sensibili” [.] ebbe inizio la storia della poesia di Parronchi: collocata nell’ambito dell’ermetismo in base alle frequentazioni biografiche dell’autore e a movenze stilistiche che ne apparentavano i testi a quelli della cerchia amicale più prossima (autorevolmente consacrata da lettori d’eccezione come Carlo Bo, Oreste Macrì, Giuseppe De Robertis), la produzione del primo periodo è tuttavia da valutare, come lo stesso Parronchi ebbe a precisare, entro la cornice più ampia “di un’apertura alla letteratura e alla poesia europea, soprattutto al simbolismo francese”, e come ricerca di un linguaggio “più sottile” di quello lirico corrente e svincolato dall’eredità della triade Carducci - Pascoli - D’Annunzio. In parallelo alle prime prove di autori come Vittorio Sereni, Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, emerge nei versi, e li distingue, una propensione elegiaca ed esistenziale che riporta all’esperienza e ai sentimenti (in quest’ambito gli esiti più felici, come “A un’adolescente” o “Bicicletta notturna”), alla sfera circoscritta di un io assorto eppure aperto al mondo esterno, ovvero ai riflessi del tempo e della natura» (ibidem).