Il convito libro VI giugno 1895 Adolfo De Bosis
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Details
- Year of publication
- 1895
- Author
- Autori Vari
- Keyword
- Libri 1800
Description
Legatura morbida editoriale in condizioni accettabili con sporcizie e bruniture ai piatti e al dorso, dorso con un piccolo strappo nella zona mediana e abrasioni ai margini, brunito con etichetta di catalogazione, tagli irregolari bruniti con sporcizie, quasi a fogli sciolti, alla seconda di copertina ex-libris, pagina 347-415, XXXVII-LVI contiene 5 stampe
storica rivista fondata e diretta da Adolfo De Bosis, fra le più importanti della cultura italiana a cavallo tra Otto- e Novecento brossura originale disegnata da Giuseppe Cellini con elaborati motivi ornamentali e floreali incisi in xilografia. Ogni fascicolo è illustrato con belle tavole riprodotte in fotoincisione f.t. e n.t. di artisti come Giuseppe Cellini, Giulio Aristide Sartorio, Francesco Paolo Michetti, Alessandro Morani, Lawrence Alma-Tadema, Elihu Vedder, Enrico Coleman, ecc. La rivista, pubblicata da De Bosis a proprie spese, fu il tipico frutto dell'estetismo decadente fin de siècle (con echi ancora palpabili del gusto preraffaellita) e adunò alcuni dei maggiori nomi delle lettere italiane del tempo, D'Annunzio in testa a tutti. Una sorta di positivismo da superuomo, mescolato di spirito libertario e al tempo stesso imperialista, antipacifista, anima e arricchisce i bellissimi fascicoli, dai fregi alessandrini e dai grandi margini. È questo il momento più singolare del nostro decadentismo. e nel Convito che si riconosce il grado artistico del parnassianesimo italiano (Giorgio Petrocchi)
Contiene fra l'altro la traduzione di De Bosis dell'Ode al vento d'Occidente di Shelley e la prima puntata del saggio dantesco di Pascoli Minerva oscura (prosegue nei fascicoli seguenti), oltre alle Note su Omar Khayyam e su Elihu Vedder dello stesso De Bosis