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Imago. N. 12. Proposte per una nuova immagine.

Rare and modern books
Edizioni della Bassoli fotoincisioni, 1968
300.00 €
(Torino, Italy)
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Details

  • Year of publication
  • 1968
  • Place of printing
  • Milano
  • Publishers
  • Edizioni della Bassoli fotoincisioni
  • Keyword
  • Riviste, Avanguardia, Tipografia
  • Dust jacket
  • False
  • Inscribed
  • False
  • Print on demand
  • False
  • Condition
  • Used
  • First edition
  • False

Description

In-4° gr., cartella in cartoncinocon custodia e fascetta editoriale illustrata con titolo che contiene le opere realizzate per questo numero. Queste sono realizzate in vari formati, paginazioni, carte. Questo numero contiene le seguenti pubblicazioni: presentazione diCarlo Belloli; Michele De Cristofaro - Gillo Dorfles (Pieghevole fotografico dedicato ai paracarri); Aldo Donini - Sara Maestri (cartella con cartone fustellato da rendere tridimensionale); Enzo Belfanti - Giuseppe Pistorio (grande pieghevole fotografico: La guerra del gesso); Egidio Bonfante - Joerge Louis Borges (Fascicolo fotografico:Cosmogonie elettroniche); Jolanda Schiavi - Marisa Rusconi (grande foglio con modello ritagliabile per vestito e modello di decorazione della stoffa: miniabito d'autore); Michele Provinciali - Giuseppe Pontiggia (poster fotografico lungo alcuni metri e piegato a fisarmonica con foto di materiale diriciclo: Pop-Arch); La custodia presenta lievi imperfezioni. Per il resto ottimo esemplare Bella e rara rivista pubblicata tra il 1960 e il 1971 dalla Bassoli Fotoincisioni di Milano, Imago rappresenta una delle esperienze più originali dell'editoria italiana del dopoguerra. Più che una rivista tradizionale, fu una rivista-oggetto, un laboratorio in cui contenuto e forma si intrecciavano attraverso un'intensa sperimentazione verbo-visuale e l'esplorazione di nuove tecniche tipografiche e cartotecniche. Tra i collaboratori figurano alcuni dei protagonisti della cultura visiva italiana - Ando Gilardi, Giancarlo Iliprandi, Egidio Bonfante, Eugenio Carmi, Germano Celant, Luigi Crocenzi - impegnati a indagare la nuova comunicazione visiva e il ruolo dell'immagine nella società contemporanea. Emblematico il decimo numero (1967), con interventi di Aoi Kono, Eugenio Carmi, Luigi Spacal e Giancarlo Iliprandi, in un insieme che riflette perfettamente la varietà e la libertà progettuale della rivista. Oggi Imago è riconosciuta come una pietra miliare della cultura grafica italiana, anticipatrice dell'editoria d'artista e del design editoriale contemporaneo, e resta una testimonianza viva di una stagione in cui l'editoria divenne spazio di ricerca e sperimentazione creativa. 'L'occasione di sperimentazione verbo-visuale così come di un'ampia gamma di soluzioni tipografiche e cartotecniche, in un momento determinante per la crescita della grafica italiana che proprio nella Milano degli anni sessanta ha avuto il suo momento di massima espansione. Nell'esperienza confluiscono, infatti, gli interessi per la comunicazione e per le relazioni tra le arti (poesia, letteratura, critica, architettura, grafica, pittura, fotografia) dell'art director Michele Provinciali e quelli di carattere più tecnico del committente, direttore e finanziatore dell'impresa, l'industriale Raffaele Bassoli, proprietario dell'omonima azienda di fotoincisione con sede a Milano.I singoli numeri a uscita irregolare sono confezionati in un cofanetto di cartoncino contenente una busta di carta, con all'interno manufatti di varia fattura, misura e materiale a costituire una Wunderkammer da collezionare e al contempo da utilizzare. .Alla decima uscita di Imago collabora anche la grafica e illustratrice giapponese Aoi Kono, moglie di Max Huber, con un libretto mignon a leporello che simula una gabbia dello zoo dei leoni, dove a ogni pagina corrisponde una variazione grafica di fresca immediatezza, sulla scia dei suoi libri per bambini senza parole pubblicati dalla Emme di Rosellina Archinto, Era inverno e Grande pesce, entrambi del 1967. Nel decimo fascicolo si trova pure la 'Struttura policiclica a controllo elettronico (SPCE)' di Eugenio Carmi esposta alla Biennale del 1966 e qui sintetizzata in tavole e schema di funzionamento accompagnate da un testo critico di Germano Celant: 'Carmi, attraverso SPCE, presenta un repertorio di immagini-segnali che, seppur allo stato potenziale come utilizzazione sociologica, vengono a proporsi come nuove ipotesi visuali, facilmente leggibili mediante il codice posseduto da ogni spettatore di fronte ai segnali reali'. Una varietà di scelte completata dalle cartoline di Alberto Longoni associate a detti milanesi che si configurano come nuove 'macchine inutili', dalla raccolta di xilografie di Luigi Spacal e infine da un secondo manifesto di LIliprandi, 'Basta con le immagini': una selezione di opere tra le più rappresentative della stessa Imago a comporre un manifesto contro la convenzionalità delle immagini.' MARTA SIRONI Nuova estetica dell'oggetto: la rivista Imago tra comunicazione visiva e tecniche di stampa titolino Imago - una rivista-laboratorio tra arte, grafica e comunicazione

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