L'altra storia del sindacato. Dal secondo dopoguerra agli anni di Industry 4.0
L'altra storia del sindacato. Dal secondo dopoguerra agli anni di Industry 4.0
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Details
- Year of publication
- 2018
- ISBN
- 9788849854244
- Author
- Giuliano Cazzola, Giuseppe Sabella
- Pages
- 202
- Series
- Problemi aperti (218)
- Publishers
- Rubbettino
- Size
- 215×133×18
- Keyword
- Italia-Storia, Sindacati-Storia, Sindacati, Economia dello stato sociale, Storia economica, Italia, Seconda metà del XX secolo, 1950–1999, XXI secolo, 2000-2100
- Prefacer
- Alberto Brambilla, Giorgio Benvenuto
- State of preservation
- New
- Languages
- Italian
- Binding
- Softcover
- Condition
- New
Description
«Un libro anticonformista, un contributo serio per una discussione aperta sul movimento sindacale in cui non prevale la retorica e non domina il patriottismo di organizzazione. La globalizzazione, la finanziarizzazione dell'economia e il mercato hanno messo fuori gioco il sindacato. È un declino inarrestabile? Non ci sarà futuro? Giuliano Cazzola e Giuseppe Sabella non ne sono convinti, vedono delle opportunità. Sono molto interessanti gli stimoli, a volte le provocazioni, le proposte, i cambiamenti che propongono». Così scrive nella sua introduzione Giorgio Benvenuto, tra i più importanti protagonisti dell'Italia repubblicana, nel presentare "L'altra storia del sindacato", una storia mai raccontata prima, lontana dai teoremi della “vecchia sinistra” e utile a capire presente e futuro. Ciò soprattutto in una fase di grande sconvolgimento economico e politico, sia a livello nazionale che internazionale. L'industria e il lavoro sono oggi al centro della grande trasformazione: laddove c'è innovazione ci sono accordi sindacali. La contrattazione di secondo livello, il welfare aziendale, la conciliazione vita-lavoro e, più in generale, il piano industria 4.0 sono sempre più al centro della vita delle imprese: ecco perché il sindacato ha davanti a sé una strada aperta e non scomparirà. Se cambierà pelle. Introduzione di Giorgio Benvenuto e postfazione di Alberto Brambilla.