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La Bagozzeide o sia Cento freddure de quel che de Parnaso netta i pozzi, poeta natural Santo Bagozzi. Dedicada a so Eccellenza Missier Alvise Pisani Kav. e Pr. de San Marco

La Bagozzeide o sia Cento freddure de quel che de Parnaso netta i pozzi, poeta natural Santo Bagozzi. Dedicada a so Eccellenza Missier Alvise Pisani Kav. e Pr. de San Marco | Rare and modern books | SANTO BAGOZZI (fl. 18th cent.)

Rare and modern books
SANTO BAGOZZI (fl. 18th cent.)
Giuseppe Bettinelli, 1733
850.00 €
(Modena, Italy)

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Details

  • Year of publication
  • 1733
  • Place of printing
  • Venezia
  • Author
  • SANTO BAGOZZI (fl. 18th cent.)
  • Publishers
  • Giuseppe Bettinelli
  • Keyword
  • settecento
  • State of preservation
  • Good
  • Languages
  • Italian
  • Binding
  • Hardcover
  • Condition
  • Used

Description

LA PRIMA MENZIONE A STAMPA DEL PROSECCO
In 12mo (mm. 143x83). Pp. 120. Marca tipografica al titolo. Con in fine un catalogo di libri stampati da Bettinelli nel 1732 e nel 1773 (pp. 117-120). Cartonato coevo con titolo al dorso su etichetta. Titolo un po' sporco e con una piccola mancanza al margine esterno che non tocca il testo, leggere fioriture sparse, nel complesso ottima copia genuina.
Rarissima prima edizione di questa collezione di poesie, in prevalenza sonetti, pubblicati sotto lo pseudonimo di Santo Bagozzi, variamente identificato con Tommaso Mondini o Simone Tomadoni. In un sonetto autobiografico (p. 33), l'autore dice di aver lavorato per 37 anni come scritturale presso il Collegio dei Savii in ufficio alle Porte regie; se ne deduce quindi che al momento della pubblicazione della Bagozzeide, egli dovesse avere circa una sessantina d'anni.
Sin dal titolo, in cui l'autore si definisce come netta pozzi di Parnaso, appare chiaro come il suo intento sua quello di proporre una poesia umile in dialetto, andando a recuperare tra la melma dei pozzi quello di cui i poeti aulici non si degnano di trattare.
Si incontrano così sonetti ironici e sarcastici sui poeti e la poesia, sulla morte e l'inferno, sulla moda e le ricchezze, sull'amore e le donne, su eventi gustosi della cronaca veneziana come, per esempio, la condanna a morte della contessa Laura Vello poi graziata, e sopratutto su Venezia, che figura sempre come protagonista assoluta della raccolta. Compaiono poi dialoghi spassosi tra Veneziani e forestieri, componimenti sul dipinto dell'Europa del Veronese, sul bucintoro, sul carnevale, sul tabacco, ecc.
Ma il componimento più importante è quello che chiude la raccolta, intitolato La Marendina. Si tratta di un poemetto di ben 361 versi, divisi in strofe di settenari chiuse da un endecasillabo finale, indirizzato alle donne mature e a quelle più giovani (“Madfonne e Putte”), che enumera un po' alla rinfusa, a mo' di lista, una serie lunghissima di prodotti enogastronomici; è come se l'autore stesse passeggiando fra i banchi varipinti del mercato di Venezia, dove compaiono non solo prodotti locali (si fa per esempio menzione per la prima volta del Prosecco, anche se a quell'epoca pare riferirsi ad un vino del Friuli), ma anche prodotti provenienti da tutta Europa, essendo Venezia un grande centro di commerci internazionale.
“Al termine di tutto, nella luce di un distacco di quasi tre secoli, ci pare di vederlo, il nostro poeta naturale, sostare nello scenario di un sagrato o di un campiello per recitarvi la sua filastrocca di delizie stuzzicanti ad un pubblico, sì di donne e ragazze - cui il poemetto è dedicato - ma insieme di artigiani, barcaiuoli, facchini e bottegai: con l'aggiunta di qualche ‘Sior' o pretonzolo, incuriosito e condiscendente, che forse ne riferirà poi all'Eccellentissimo Pisani [dedicatario dell'edizione]. Sciorina i versi, l'arguto Santo Bagozzi, a questa gente tra affascinata ed ironica, che dei nomi evocati nel poemetto è in grado di percepire perfettamente il significato e di gustare la modesta poesia: quella che può tradurre gli ingredienti ordinari in immagini familiari, e di qui in sogni gastronomici. A stringersi intorno al poeta è quindi una folla interessata e partecipe, in rappresentanza di una sapida e autentica umanità” (E. Dematté, La marendina… “de quel che de Parnaso netta i pozzi, poeta natural Santo Bagozzi”, Conegliano, 1994, p. 14).
Catalogo unico, IT\ICCU\VEAE\000912.

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