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La Torre. Foglio di espressioni varie e di TRADIZIONE UNA

Rare and modern books
Evola, Julius
Stab. Tip: “Ideal”,, 1930
5000.00 €
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Details

  • Year of publication
  • 1930
  • Place of printing
  • Roma,
  • Author
  • Evola, Julius
  • Pages
  • pp. 8 a fascicolo.
  • Publishers
  • Stab. Tip: “Ideal”,
  • Size
  • 410 x 270 mm,
  • Binding description
  • giornale autocopertinato,

Description

PERIODICO Rarissima collezione completa in edizione originale. Straordinaria collezione con tutto il pubblicato in 10 numeri. Fascicoli sciolti normalmente bruniti e con occasionali fioriture. Conserva cartolina editoriale per la sottoscrizione dell’abbonamento alla rivista. Fondata a Roma nel 1930 da Julius Evola per invitare a una rivolta definitiva contro il mondo moderno superando lo stesso movimento fascista, punto di inizio ma non finale di tale rivolta, «La Torre» si inserì all’interno di un periodo di trasformazione del pensiero del prima pittore discepolo di Tristan Tsara e poi filosofo, maestro di esoterismo e ideologo di un nuovo concetto di “Tradizione” romano. Conclusasi l’esperienza del mensile di scienze esoteriche «UR» - espressione del Gruppo di Ur creato da Evola nel 1927 – era infatti ormai tempo di mettere a fuoco un tale concetto, così da realizzare un cambiamento in seno al fascismo. Pubblicata dall’1 febbraio 1930 al 15 giugno del medesimo anno con cadenza quindicinale per un totale di dieci fascicoli, la breve storia del periodico evoliano riuscì pienamente nel proprio intento tanto costruttivo quanto battagliero, suscitando insofferenza nel regime per le sue posizioni eterodosse, aristocratiche: «Questa rivista riunisce pochi, per i quali la negazione recisa della «civilizzazione» attuale è il principio e il presupposto imprescindibile per ogni attività veramente creativa. […] Per tutto ciò che è debole, che è compromissorio, che è asservito alle opinioni e alle piccole convenienze del momento, sia in Italia che fuori, intendiamo essere un pericolo, uno sfida e una denuncia. […] Se affermiamo che lo stato profondo di crisi del mondo moderno è dovuto alla mancanza di una «tradizione», diciamo però che per noi «tradizione» non ha nulla a che fare con certe velleità nazionalistiche e paesane di piccoli uomini, con qualsiasi acquiesscienza a sopravvivere, e con nulla insomma che tolga alla spiritualità libera e realizzatrice il primo rango e il supremo diritto». Così Evola nell’editoriale d’esordio «Ai lettori», delineando un programma ideal-spirituale fatalmente destinato a scontrarsi con la cultura ufficiale e con le politiche mussoliniane. Altamente significativo a questo proposito è l’intervento «Le razze muoiono» apparso sul numero 3 dell’1 marzo 1930, poi sequestrato dalle autorità. Irridendo la “campagna demografica” contro la decrescita delle nascite in Italia, Evola scriveva: «Che si debba valutare un uomo o una razza secondo il grado di approssimazione al fecondo coniglio, allo stallone o al montone, ciò proprio non ci sembra. Ci sembra che invece di preoccuparsi di quanti figli in più nascano, assai più ci si dovrebbe preoccupare di quali figli nascano; e che a “Il numero è potenza” – si dovrebbe contrapporre: “La qualità è potenza”». Ma forte opposizione suscitarono anche le posizioni della rivista sulle terre irredente (ridotte da Evola a «una misera questione di un pezzetto di terra»), mentre una feroce polemica esplose intorno all’articolo firmato dal duca Carlo Rossi di Lauriano – tra i collaboratori di «La Torre», insieme a Girolamo Comi, Arturo Onofri, Emilio Servadio, Guido De Giorgi, Domenico Rudatis – in cui lo scrittore, rispondendo a un intervento di Mario Carli su «L’Impero», ironizzava: «Noi tutti abbiamo forse tremato quando l’ex ardito Mario Carli ha dichiarato decaduta la nobiltà, e l’avvento dell’aristocrazia fascista». La risposta di Carli arrivò, ferocemente infantile, dalle colonne di «Oggi e domani» in un intervento dal titolo «Aristocrazia o pederastia?» in cui Evola veniva chiamato “la signorina”, facendo degenerare una situazione che avrebbe presto portato a un tentativo di aggressione del console fascista ai danni di Evola. Ve n’era abbastanza per portare, nell’arco di soli cinque mesi dal suo inizio, a una chiusura forzata di «La Torre» per ordine della Questura con il numero 10 del 15 giugno 1930, costringendo anche lo stesso Evola ad allontanarsi momentaneamente da Roma. Ripubblicata in volume nel 1977 dall’editore milanese Il Falco, i fascicoli della rivista sono da considerarsi di assoluta rarità, con nessun esemplare originale segnalato in ICCU.

Edizione: rarissima collezione completa in edizione originale.

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