Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino illustrata da Carlo Chiostri. Incisioni di A. Bongini. Nuovissima edizione con numerose correzioni varianti e collaudata sul primo originale dell'Autore
Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino illustrata da Carlo Chiostri. Incisioni di A. Bongini. Nuovissima edizione con numerose correzioni varianti e collaudata sul primo originale dell'Autore
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Details
- Year of publication
- 1920
- Place of printing
- Firenze
- Author
- Collodi (Carlo Lorenzini)
- Publishers
- R. Bemporad & Figlio
- Keyword
- Letteratura per ragazzi, Illustrati di Chiostri
- Binding description
- *Hardcover
- Dust jacket
- False
- State of preservation
- Fine
- Languages
- Italian
- Inscribed
- False
- Print on demand
- False
- Condition
- Used
- First edition
- False
Description
In-16° grande, pp. 291 (1), bella legatura editoriale in t. tela blu con titolo e illustrazione a colori al piatto (A. Mussino). Titolo in oro al dorso, frontespizio illustrato da Chiostri in azzurro, sguardie figurate. Numerose illustrazioni b/n nel testo e virate ocra in tavole f/t. di Carlo Chiostri incise da Bongini. Bell'esemplare. Riedizione della classica reinvenzione figurativa di Pinocchio compiuta da Chiostri. 'Pinocchio, un romanzo che ho molto amato da bambino e sul quale sognavo a lungo fissando le figure di Carlo Chiostri così malinconiche, spettrali.' (Federico Fellini). 'Momento chiave dell'iconografia del burattino, le vignette di Chiostri, incise da Adolfo Bongini, dominano con le frequenti ristampe anche in edizioni straniere, il mercato editoriale molto oltre la diecina d'anni di cui furono incontrastate protagoniste' (Paola Pallottino, Un secolo con un palo di naso, in 'Portfolio Illustratori', a. II, n. 3). 'Chiostri fu il secondo illustratore delle 'Avventure di Pinocchio'. Elegante, secco, limpido nel segno, sempre fedele a se stesso e sempre immediatamente riconoscibile, Chiostri prestoò a Pinocchio un'immagine appena un po' diversa da quella che gli fu data da Mazzanti, ma, almeno a nostro avviso, non fu il primo che tradi' la sostanza collodiana del volume, bensi' l'artista che tradusse in disegni l'immagine piu' profonda che esso possiede. Figurativamente Collodi e' proprio, in massima parte, vicino al Chiostri del Pinocchio. Il secondo Pinocchio erra in uno spazio delicatamente lontano e vicino al tempo stesso: a Chiostri riesce un'operazione difficile e sottile, quella per cui i dati oggettivi, grazie ad un lieve ma coerentissimo trattamento deformante e alla contaminazione a cui essi vanno soggetti con elementi fantasmatici e irreali, si trasfigurano e appaiono come sognati, cioe' possiedono la doppia natura di un'immagine chiaramente rammentata, ma immersa in una luce assurda che modifica e spegne i riferimenti reali e propone nuovi misteriosi contorni' (Faeti, 1972, pp. 63-65).