Lettera autografa firmata inviata all’Avv. Andrea Cipriano Ghedini. Datata 22 gennaio 1838
Lettera autografa firmata inviata all’Avv. Andrea Cipriano Ghedini. Datata 22 gennaio 1838
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Details
- Year of publication
- 1838
- Author
- Rossini, Gioachino
- Pages
- 1 bifolio, scritte 2 pagine. Manoscritto a inchiostro nero. Al verso della seconda carta, il nome del destinatario.
- Size
- 203 x 130 mm,
- Keyword
- Lettere e cartolineMusica
Description
AUTOGRAFOLettera scritta da Milano nella quale Rossini annuncia la morte di Carlo Severini. -- Amico del compositore, dal 1830 Severini era direttore, con Edouard Robert, del Théâtre Italien” di Parigi. Nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 1838, dopo una rappresentazione del Don Giovanni di Mozart, un incendio devastò la Sala Favart, sede del teatro. Assieme all’edificio andarono distrutti i materiale scenici. Severini perse la vita all’interno del teatro. L’incendio interruppe un’intensa e fortunata stagione. -- «Dai giornali avrete sentito l’infausta notizia dell’incendio del R. Teatro Italiano di Parigi e la morte del povero vostro cognato Severini che non trovando altro mezzo si gettò dal balcone, visse un’ora e spirò senza poter proferire parola alcuna [.]. Vi consiglio però mettervi in viaggio per Parigi, passate per Milano, vi darò istruzioni lettera e cercherò giovando agl’interessi della vostra famiglia [.] di onorare la memoria del povero mio amico [.].» -- «Severini Severo Carlo. Era nato a Bologna. Venne a Parigi per gli affari politici del 1831 [.]. Esercitò nella gran Capitale della Francia la professione di Maestro di lingua italiana. A que’ dì lo conobbe Rossini, e trovata in lui onestà ed intelligenza, buon cuore e mente sveglia, lo nominò régisseur di quel Teatro Italiano [.]. D’allora fino al 15 gennaio 1838 occupò [.] questa non facile carica; quel giorno, [.] appiccatosi al Teatro Italiano un orribile incendio, egli [.] precipitando dall’alto, s’uccise. Severini fu compianto da tutta Parigi, ove erano non solo note, ma ammirate le sue squisite e rare virtù. Le sue ossa riposano in un maestoso tumulo nel cimitero di Montmartre» (F. Regli, Dizionario Biografico, Torino, coi tipi di Enrico Dalmazzo, 1860, p. 501). Ghedini, avvocato bolognese, divenne amministratore e usufruttuario di alcuni beni di Carlo Severini.