Líeternit‡ viene dagli Astri
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Details
- Author
- Blanqui Auguste
- Publishers
- Adelphi 2023 Piccoa Biblioteca 796
- Binding description
- S
- Dust jacket
- False
- State of preservation
- New
- Binding
- Softcover
- Inscribed
- False
- First edition
- False
Description
16mo, br. ed. Nel 1871 Auguste Blanqui, ´líeterno cospiratoreª, sta scontando líennesima pena detentiva di una vita trascorsa per met‡ in carcere. Questa volta, per impedirgli qualsiasi contatto con la Comune che sta infiammando Parigi, lo hanno trasferito nel remoto Fort du Taureau, in Bretagna, dove Ë sottoposto a una reclusione tra le pi˘ dure, in totale isolamento. E tuttavia, pur in condizioni estreme, Blanqui riesce a scrivere e a far arrivare allíesterno, eludendo la censura, il testo di quello che sar‡ il suo primo libro, pubblicato líanno successivo a Parigi. Ci si aspetterebbe, dallíormai vecchio rivoluzionario, un pamphlet politico. E invece quello che Blanqui ha meticolosamente composto nella sua cella Ë un visionario trattato di ´astronomia metafisicaª, uno scritto insieme scientifico, poetico e filosofico, che avanza uníipotesi vertiginosa: ´Ogni astro, qualunque esso sia, esiste dunque in numero infinito nel tempo e nello spazio, non soltanto sotto uno dei suoi aspetti, ma quale si trova in ognuno degli istanti della sua vita, dalla nascita sino alla morte. Tutti gli esseri distribuiti sulla sua superficie, grandi o piccoli, viventi o inanimati, condividono il privilegio di questa perennit‡ª. Ogni uomo, cosÏ, ´possiede nello spazio un numero infinito di doppi che vivono una vita tale e quale la suaª. Il lettore rimarr‡ sbalordito nel constatare, come gi‡ fecero Benjamin e Borges, che questo piccolo libro anticipava i concetti alla base dellíeterno ritorno di Nietzsche, ma in una dimensione, notava ancora Benjamin, di malinconia baudelairiana. PerchÈ nel ëmultiversoí di Blanqui ñ vicino a quello di certe attuali teorie cosmologiche ñ ogni prospettiva di ´progressoª fatalmente si rivela illusoria. Traduzione di Raffaele Fragola. Con un saggio di Ottavio Fatica.