Nuovi Quaderni di Giustizia e Libertà [Torre Pellice]
Nuovi Quaderni di Giustizia e Libertà [Torre Pellice] | Rare and modern books | [Nuovi Quaderni Di Giustizia E Libertà]
Nuovi Quaderni di Giustizia e Libertà [Torre Pellice]
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Details
- Year of publication
- 1944
- Place of printing
- S. l. [Torre Pellice],
- Author
- [Nuovi Quaderni Di Giustizia E Libertà]
- Pages
- circa 110 - 140 a fascicolo.
- Publishers
- s.n. [Tipografia clandestina L’Alpina di Torre Pellice],
- Size
- in 8°,
- Keyword
- StoriaPolitica
- Binding description
- brossure rosse e blu con titoli e simbolo “GL” neri al piatto,
Description
PERIODICOEdizione originale stampata nella tipografia clandestina “L’Alpina” di Torre Pellice.Tutto il pubblicato del 1944 dei “Nuovi quaderni di Giustizia e Libertà” (numeri 1, 2 - 3, 4). Quaderni 2 - 3 e 4 in ottimo stato, con normali segni d’usura alle brossure. Quaderno 1 con distacco fermato dei piatti della brossura e dorso con estese mancanze, ma carte in ottimo stato.Tutto il pubblicato del 1944 dei “Nuovi quaderni di Giustizia e Libertà” stampati nella tipografia “L’Alpina” di Torre Pellice, luogo simbolo delle pubblicazioni clandestine antifasciste piemontesi in cui coraggiosamente nasceva e da cui coraggiosamente veniva diffuso il materiale partigiano. Questi “Nuovi quaderni” ripresero l’eredità dei primi quaderni di Giustizia e Libertà - quelli voluti da un gruppo di esuli antifascisti guidati da Carlo Rosselli ed Emilio Lussu e stampati a Parigi tra il 1932 e il 1935 - proponendosi, a partire dal maggio del 1944, come spazio di discussione alta dei problemi e delle soluzioni legati non soltanto all’ancora opprimente tempo presente, ma anche a quello futuro. Come si legge nelle toccanti pagine introduttive del primo numero infatti: «Le condizioni di lavoro dei superstiti redattori e dei giovani che ad essi si sono associati sono notevolmente più difficili, più pericolose di quelle esistenti dieci o dodici anni fa. La loro maggiore forza è data dalla speranza che ci si trovi ormai avviati verso la sconfitta del nostro nemico più immediato: il fascismo e il nazismo. Ma la sconfitta del nemico non significa ancora necessariamente - e guai a farsi illusioni su questo punto - la vittoria della causa nostra [.]. Bisogna insomma avere il coraggio di dare delle soluzioni che implichino una rottura non solo col fascismo, non solo coi Savoia, non solo col grande capitale parassita, ma con tutto il modo di pensare dell’epoca che finisce».
Edizione: edizione originale stampata nella tipografia clandestina “l’alpina” di torre pellice.