Salita a Montecitorio (1878 - 1882)
Salita a Montecitorio (1878 - 1882) | Rare and modern books | Faldella, Giovanni
Salita a Montecitorio (1878 - 1882)
Salita a Montecitorio (1878 - 1882) | Rare and modern books | Faldella, Giovanni
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Details
- Year of publication
- 1882-1884
- Place of printing
- Torino,
- Author
- Faldella, Giovanni
- Pages
- vol. I: pp. [8] 242 [2 bianche]; 295 [1 bianca]. Vol. II: pp. 175 [1 bianca]; 321 [3 con catalogo editoriale]; 347 [1 bianca].
- Volume
- 5 voll. in 2,
- Publishers
- Roux e Favale,
- Size
- in 16°,
- Edition
- Prima edizione.
- Keyword
- Narrativa Italiana dell' 800
- Binding description
- legatura coeva in mezza percallina blu, piatti in tela blu, al dorso titoli e filetti oro,
- First edition
- True
Description
LIBROPrima edizione.Nel complesso esemplari buoni (usuali bruniture per la qualità della carta; I partiti è privo dell’occhietto, omesso in fase di legatura, e presenta uno strappetto senza perdite di testo alle prime due carte; qualche escoriazione ai piatti).Raro set completo dei cinque volumi che vanno a costituire Salita a Montecitorio, preziosa testimonianza dell’attività di giornalista parlamentare svolta da Faldella tra gli anni settanta e ottanta: Il paese di Montecitorio. Guida alpina, I pezzi grossi. Scarpellate, Caporioni. Profili, Dai fratelli Bandiera alla dissidenza. Cronaca, I partiti. Osservazioni. -- Gli articoli e le note politiche qui pubblicate erano già state stampate sulla «Gazzetta piemontese», per la quale Faldella dal 1878 svolgeva l’incarico di corrispondente fisso da Roma, firmandosi con lo pseudonimo di Cimbro: «naturalmente essendo il Faldella (Cimbro) l’osservatore e il descrittore, la cronaca veniva continuamente spezzata e come deformata da notazioni di colore, ritratti più o meno ironici di personaggi e situazioni, divagazioni di vario genere su un filo teso di scetticismo e di pacato umorismo. È stato notato che qui, come negli altri scritti del Faldella, l’oggetto della narrazione o della cronaca risulta essere poco più che un pretesto per lo scintillio espressivo della scrittura, senza che il progetto essenzialmente linguistico risulti in qualche modo condizionato o appesantito da fondate e precise pregiudiziali ideologiche e politiche» (L. Strappini, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 44, 1994, s.v. Faldella).