Wendingen (Serie XII, numero 10)
Wendingen (Serie XII, numero 10) | Rare and modern books | [Wendingen]
Wendingen (Serie XII, numero 10)
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Details
- Year of publication
- 1931
- Place of printing
- Amsterdam,
- Author
- [Wendingen]
- Pages
- pp. 18,
- Publishers
- Mees,
- Size
- 33 x 33 cm,
- Edition
- Edizione originale.
- Keyword
- ArchitetturaDisegni originaliArte Cataloghi Monografie
- Binding description
- bifogli ripiegati e impressi al solo recto, rilegatura alla giapponese con rafia,
- First edition
- True
Description
PERIODICOEdizione originale.Ottimo esemplare, normalmente brunito e leggermente fiorito ai piatti.Decimo numero della dodicesima serie (1931) della rivista olandese «Wendingen», ultima uscita monografica prima della sua definitiva chiusura decisa in seguito alla cessazione del contratto con le edizioni Mees (subentrate all’editore De Hooge Brug dal 1924). Creata da Hendricus Theodorus Wijdeveld nel 1918, la rivista, legata all’associazione professionale «Architectura et Amicitia», nacque con l’intento di perseguire un ideale di comunione tra tutte le arti seguendo i “rivolgimenti” - “Wendigen”, appunto - propri di quegli anni di grande fermento culturale e politico. Una «totale riconciliazione delle arti», come scrisse nel primo numero il suo ideatore e capo redattore Wijdeveld, in cui l’architettura avrebbe dovuto giocare un ruolo ovviamente fondamentale ma non egemonico. Non sorprende, dunque, che dei centosedici fascicoli pubblicati tra il 1918 e il 1931 soltanto quarantasette vennero dedicati in modo esclusivo all’architettura, riservando invece estrema attenzione ai punti di contatto tra progettazione e creazione artistica (o alla progettazione messa al servizio della pura creazione artistica). Notevole fu anche la sensibilità verso la pittura simbolista e la “Nieuwe Kunst”, testimoniata ad esempio dall’ultimo numero della prima serie interamente incentrato sull’opera di Jan Toorop, tra i massimi rappresentanti in pittura dell’“Art Nouveau” olandese. Ma l’amore per l’arte in ogni sua forma espressiva è più in generale dichiarato dalle molte immagini che arricchivano ogni fascicolo - elegantissimo con il suo formato 33 x 33 cm e la rilegatura alla giapponese con rafia -, dalle illustrazioni a piena pagina e dalle meravigliose copertine affidate ogni volta ad artisti e architetti diversi. Per questo penultimo numero, l’illustrazione d’apertura è di Otto B. de Kat, mentre il resto del fascicolo – composto da sole riproduzioni fotografiche in bianco e nero di edifici e interni - è interamente dedicato all’architetto tedesco Emil Fahrenkamp.