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Note Bibliografiche

In-4°; pp. (8), XLVIII, (6), 1 cb; bel ritratto inciso su legno di Muzio Attendolo Sforza “Magnus Sfortia”, all'ultima pagina marca tipografica incisa su legno. Pergamena con due tasselli e titolo in oro al dorso. Al frontespizio timbro a inchiostro di possesso. Opera dedicata al cardinale Ascanio Sforza. Edizione originale della biografia del capostipite della famiglia Sforza, Muzio Attendolo detto Sforza il Grande, figlio di Giovanni Attendoli e Elisa Petroncini. Giovio dedicò molta parte della sua riflessione politica al tema della libertà di Milano sotto la famiglia Sforza. L'opera narra in 91 capitoli la vita di Muzio Attendolo, il Cotignola, (Cotignola di Ravenna, 1369-Pescara 1424; il melo cotogno entrò nello stemma del ramo degli Attendolo Sforza), che ebbe una storia molto avventurosa ed edificante: nacque infatti in una agiata famiglia di agricoltori dove già alcuni membri erano dediti alla guerra; divenne poi grande condottiero, aprendo la strada al figlio naturale Francesco verso la conquista della signoria di Milano, il primo duca della dinastia Sforza. Il conte Alberico da Balbiano gli diede il glorioso soprannome di Sforza, che dal nome latino richiamava la violenza e l’ardire del suo comportamento fin da giovane. Divenne infatti uno dei più celebrati condottieri del suo tempo, Gonfaloniere della Chiesa per Martino V, gran contestabile del regno di Napoli per la regina Giovanna, che assegnò al figlio del Muzio, e da lui in poi a tutti i discendenti, definitivamente il cognome Sforza. Paolo Giovio (Como 1483-1552) è stato uno degli intellettuali più stimati e influenti della prima metà del Cinquecento; passò dallo studio della medicina alla vita di gentiluomo nell'ambiente romano della corte di Leone X, divenne medico personale di Giulio de Medici poi papa Clemente VII, sotto il quale Giovio ebbe grande fortuna. Nella sua villa sul lago di Como, decorata con gli affreschi disegnati da Vasari, raccolse la sua celeberrima e variegata collezione, ricca di cimeli e rarità da ogni parte del mondo. La straordinaria galleria di ritratti gli ispirò la scrittura di molte biografie, tra cui questa Vita: il ritratto qui inciso su legno è infatti tratto da un dipinto che conservava nella sua casa e che sovente ammirava. La xilografia, per la grande somilgianza con il figlio, venne spesso confusa con il primo ritratto del figlio Francesco. Mortimer I, n. 212; Adams G-692; Sander II, 3170; S.T.C. p. 304; Shaaber n. 201; Brunet III, p. 584. In-4 °; pp. (8), XLVIII, (6), 1 cb; beautiful portrait engraved on wood of Muzio Attandolo Sforza “Magnus Sfortia”, on the last page a printer’s mark engraved on wood. Vellum with two labels and gilted title on the spine. Ownership ink stamp at the title page. Work dedicated to Cardinal Ascanio Sforza. Original edition of the biography of the founder of the Sforza family, Muzio Attandolo called Sforza the Great, son of Giovanni Attendoli and Elisa Petroncini. Giovio devoted much of his political reflection to the theme of Milan's freedom under the Sforza family. The work narrates in 91 chapters the life of Muzio Attendolo, the Cotignola, (Cotignola di Ravenna, 1369-Pescara 1424; the quince entered the coat of arms of the Attendere Sforza), who had a very adventurous life: he was born in a wealthy family of farmers whose members were already devoted to war; he then became a great leader, opening the way for his natural son Francesco to conquer the lordship of Milan, the first duke of the Sforza dynasty. Count Alberico da Balbiano gave him the glorious nickname of Sforza, which from the Latin name recalled the violence and daring of his behavior from a young age. In fact, he became one of the most celebrated leaders of his time, Gonfaloniere of the Church for Martin V, great constable of the Kingdom of Naples for Queen Giovanna, who assigned the surname Sforza to the son of Muzio, and from him onwards to all descendants. . Paolo Giovio (Como 1483-1552) was one of the most esteemed and influential intellectuals of the first half of the sixteenth century; he turned from the study of medicine to the life of a gentleman in the Roman environment of the court of Leo X, became the personal doctor of Giulio de Medici then Pope Clement VII, under whom Giovio had great fortune. In his villa on Lake Como, decorated with the frescoes designed by Vasari, he collected his famous and varied collection, rich in relics and rarities from all over the world. The extraordinary gallery of portraits inspired him to write many biographies, including this Life: the portrait engraved on wood here is in fact taken from a painting he kept in his home and which he often admired. The woodcut, due to the great similarity with the son, was often confused with the first portrait of his son Francesco. Mortimer I, b. 212; Adams G-692; Sander II, 3170; S.T.C. p. 304; Shaaber no. 201; Brunet III, p. 584.

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